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 2026  settembre 11 Venerdì calendario

Ryanair, nuovo maxi-bonus per il ceo O’Leary: 150 milioni di €

L’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, avrà un bonus di 150 milioni di euro – il 50% più alto di quello precedente – nell’ambito di un accordo raggiunto quest’anno che estende il suo contratto con la low cost fino al 2032, rendendolo anche uno dei manager più longevi alla guida di un vettore. Gli azionisti hanno approvato il pacchetto a larga maggioranza, ma il 39% dei voti espressi durante l’assemblea annuale si è espresso contro.

Il voto, va sottolineato, non era vincolante. «Non ho negoziato un bonus. Ho un piano di opzioni su azioni che non otterrò a meno che non raddoppi il prezzo delle azioni nei prossimi cinque anni», precisa O’Leary. E in effetti perché possa vedersi riconoscere la somma Ryanair deve arrivare a un utile netto di almeno 4 miliardi di euro in un qualsiasi anno entro il 2032, una cifra del 75% superiore ai dati attuali.
Ma O’Leary può ricevere il pacchetto anche se le azioni del vettore dovessero raggiungere i 42 euro (oggi sono attorno a 22,5) per un periodo di 28 giorni lavorativi consecutivi durante gli anni finanziari 2027-2032. In base all’accordo l’amministratore delegato riceverebbe l’opzione di acquistare 10 milioni di azioni, che potrebbero fruttargli appunto almeno 150 milioni di euro.
«Questo offre certezza a tutti gli azionisti sul raggiungimento degli obiettivi», spiega la compagnia. L’anno scorso, O’Leary ha maturato opzioni per un valore superiore a 100 milioni di euro dopo che le azioni del vettore low cost hanno superato un target di performance chiave: il titolo del vettore è stato scambiato al di sopra del livello prefissato di 21 euro per almeno 28 giorni consecutivi.
Secondo l’ultimo documento annuale O’Leary – che ha trasformato Ryanair, rendendola una delle compagnie più redditizie del settore – al 31 marzo 2026 deteneva 42.199.999 azioni della società. Al valore attuale si tratta di un valore di circa 948 milioni di euro.
Va ricordato che le azioni sono scese di circa un quarto quest’anno, anche a causa del conflitto nel Golfo Persico.