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 2026  settembre 11 Venerdì calendario

Rischi da AI: Altman pronto a rallentare, Musk minimizza

OpenAI sta valutando la possibilità di rallentare lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati, e il ceo Sam Altman avrebbe riferito ai dipendenti di voler incoraggiare anche le altre aziende del settore a fare altrettanto dopo i diversi incidenti legati alle AI andate fuori controllo.
A riportarlo è l’agenzia Bloomberg, secondo la quale l’amministratore delegato Sam Altman ne avrebbe parlato durante una riunione interna in settimana. Già nel luglio scorso Altman aveva anticipato la sua posizione, parlando dell’intenzione di «rallentare il ritmo di sviluppo per dare alla società il tempo di prepararsi ai nuovi livelli di capacità dell’AI» in risposta alla petizione diffusa da oltre 1.000 dipendenti delle principali aziende di intelligenza artificiale  che chiedevano l’adozione di meccanismi volti a rallentarne lo sviluppo.
La mossa di OpenAI fa seguito a una serie di incidenti legati alla sicurezza che hanno coinvolto l’azienda, con segnali concreti che i suoi modelli stanno diventando molto più autonomi e difficili da controllare.  
Uno degli episodi più significativi riguarda un modello ancora non pubblicato che, durante un test di sicurezza, è riuscito a uscire dal proprio ambiente isolato («sandbox») e a utilizzare una combinazione di vulnerabilità informatiche per accedere a sistemi esterni, compreso Hugging Face. Ad agosto l’azienda aveva anche messo temporaneamente in pausa parte del training dei modelli più avanzati proprio per motivi di sicurezza.
La richiesta di porre dei limiti allo sviluppo dell’intelligenza artificiale è trasversale e, paradossalmente, cavalcata proprio da chi le AI le progetta. A fine agosto era stato organizzato un appello collettivo di oltre cento aziende – tra cui la stessa OpenAI – per ottenere una risposta condivisa su come frenare gli attacchi informatici provocati dall’AI.
Solo due giorni fa Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpnenAI ha pubblicato una lettera dove si chiede al Congresso degli Stati Uniti  requisiti nazionali obbligatori. Un’accelerata alimentata dal dibattito acceso in questi giorni da Jacob Coxon, ricercatore che ha lavorato sia in OpenAI sia in Anthropic e che si è dimesso dalla società dei fratelli Amodei accusando le due aziende di correre verso una superintelligenza capace di migliorarsi autonomamente senza avere ancora sistemi di sicurezza adeguati. Con l’inquietante allarme che «l’AI potrebbe sterminare gli esseri umani entro la fine del decennio».  Evan Hubinger, uno dei responsabili della ricerca di Anthropic ha  confermato che all’interno dell’azienda esistono preoccupazioni molto serie: «crediamo davvero che l’AI potrebbe sterminare tutta l’umanità! Personalmente, penso che la percentuale supererà il 10% entro il prossimo decennio». 
Elon Musk, sul suo social media, ha bollato tutti questi discorsi catastrofisti come una «messa in scena» ma Jacob Coxon, sempre su X ha ribadito le sue convinzioni: «Potresti chiedere ai tuoi ricercatori di xAI di me, se non li avessi licenziati». Anche Paul Christiano, entrato nel board di OpenAI ha detto proprio in queste ore che l’industria non è ancora sulla strada giusta per ridurre adeguatamente il rischio di una perdita di controllo dell’AI. Anche lui propone di rallentare lo sviluppo quando necessario, una coordinazione tra le aziende e standard di sicurezza comuni. E Jakub Pachocki, uno dei principali scienziati di OpenAI ha di recente pubblicato un post in cui metteva in guardia sui pericoli dell’intelligenza artificiale, sostenendo che le aziende del settore dovrebbero «coordinarsi per rallentare lo sviluppo, se necessario e stabilire standard di sicurezza condivisi». perché «nessuno è preparato alle conseguenze di una continua e rapida crescita dell’intelligenza artificiale»
Le richieste di regolamentazione arrivano anche dalla politica. Esiste una proposta bipartisan, nota come «AI Kill Switch Bill», che prevede di inserire un interruttore di sicurezza per spegnere le AI qualora vadano fuori controllo.
Nel frattempo, OpenAI ha temporaneamente sospeso le nuove iscrizioni al suo piano individuale da 200 dollari al mese a causa della domanda senza precedenti per il suo modello più recente, Gpt-6 Astra, rilasciato il 3 settembre. E tutto succede mentre sia OpenAI che Anthropic si preparano all’esordio in borsa.