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 2026  settembre 10 Giovedì calendario

Cos’è la “pelle di squalo” usata sugli aerei per risparmiare cherosene

Un Airbus si mette la “pelle di squalo”. Non è un esperimento estetico. È un modo per far scivolare meglio l’aereo nell’aria, consumare meno carburante e tagliare le emissioni di anidride carbonica.
Succede a Dresda, in Germania. Qui un Airbus A330-300 della compagnia Discover Airlines, controllata da Lufthansa, sta diventando il primo al mondo equipaggiato con AeroSHARK. La speciale pellicola riproduce sulla fusoliera la struttura della pelle degli squali.
La tecnologia nasce da Lufthansa Technik ed è stata sviluppata insieme a Surventis. La superficie della pellicola è attraversata da microscopiche scanalature, chiamate riblets, alte appena 50 micrometri. Sono orientate nella stessa direzione del flusso dell’aria: riducono in questo modo l’attrito tra l’aria e la superficie dell’aereo.
Quasi mille metri quadrati
Sul primo A330, l’innesto è tutt’altro che piccolo. Saranno applicati tra 880 e 950 metri quadrati di pellicola, pari al 45% della superficie dell’aereo: il livello più esteso mai sperimentato finora con AeroSHARK. La pellicola interessa la fusoliera e le gondole dei motori.
Il lavoro è quasi artigianale. I tecnici applicano centinaia di singoli elementi, ciascuno grande circa mezzo metro quadrato. L’operazione richiede una decina di giorni e viene eseguita su due turni. Alla fine l’A330 pesa circa 150 chili in più. Ma il peso aggiuntivo viene compensato dal minore consumo di carburante durante il volo.
È soprattutto sulle lunghe distanze che il sistema dà il meglio. AeroSHARK riduce la resistenza aerodinamica soprattutto durante la fase di crociera, quando l’aereo trascorre molte ore alla stessa quota e ad alta velocità. Per questo Lufthansa Technik punta innanzitutto sui grandi jet intercontinentali.
Il numero sembra piccolo: circa l’1% di carburante in meno. Ma su un aereo che vola migliaia di ore l’anno diventa rilevante. Lufthansa Technik calcola, ad esempio, che su un Boeing 777-300ER AeroSHARK possa evitare ogni anno il consumo di circa 360 tonnellate di kerosene e l’emissione di oltre 1.100 tonnellate di CO₂.
Il sistema non nasce oggi. Una prima versione è stata provata nel 2019 su un Boeing 747. Poi è arrivata la certificazione sui Boeing 777. Oggi, nel solo gruppo Lufthansa, 22 aerei volano già con questa particolare “pelle”. Insieme risparmiano circa 19 tonnellate di carburante e 60 tonnellate di CO₂ ogni giorno.
Ora tocca all’Airbus. L’A330 di Discover Airlines servirà anche per completare il processo di certificazione europea della tecnologia sulle versioni A330-200 e A330-300. Prima e dopo l’applicazione della pellicola sono previsti test a terra e in volo per misurare con precisione gli effetti sull’aerodinamica dell’aereo.

Prossimo passo le ali

Ma Lufthansa Technik e Airbus guardano già oltre. Vogliono portare AeroSHARK anche sulle ali e sugli impennaggi, superfici ancora più importanti dal punto di vista aerodinamico. Per farlo servirà una nuova certificazione. La collaborazione tecnica tra Airbus e Lufthansa Technik è partita proprio con questo obiettivo.

Se l’estensione funzionerà come previsto, il risparmio potrebbe arrivare fino a circa il 2%.
Non è una rivoluzione capace, da sola, di risolvere il problema delle emissioni dell’aviazione. Ma è uno di quei piccoli numeri che, moltiplicati per migliaia di voli e per molti anni, diventano grandi.