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 2026  settembre 10 Giovedì calendario

Laura Valente racconta la sua vita dopo la morte del marito

La sua vita è stata stravolta l’8 dicembre del 2014: quel giorno suo marito Pino Mango è morto all’improvviso per un infarto, all’età di 60 anni, dopo essersi sentito male durante un concerto di beneficenza al Pala Ercole di Policoro, in provincia di Matera e Laura Valente si è così ritrovata vedova a 51 anni e con due figli – Filippo e Angelina – da crescere. «Dopo la morte di Pino e dei miei genitori sono rimasta completamente sola con due figli adolescenti – racconta oggi la donna in una lunga e commovente intervista a Federico Rocca su Vanity Fair –. Ho dovuto imparare a chiedere aiuto. Improvvisamente comunicare le mie emozioni è diventata una necessità, che non potevo più affidare solo alla musica». Proprio i suoi ragazzi le hanno dato la forza di reagire. «Se non avessi avuto loro, forse avrei fatto come le mogli dei faraoni, che venivano seppellite con loro nella piramide. Loro due sono la cosa più bella che la vita mi abbia dato. Sono due persone splendide», ammette Valente che, ancor prima di perdere Pino, a cui era legata dal 1983 (si sarebbero poi sposati nel 2004), aveva deciso di lasciare la musica che tanto amava – è stata per anni la cantante dei Matia Bazar, dove era entrata nel 1990 in sostituzione di Antonella Ruggiero – per dedicarsi alla famiglia.
 «Cantare mi faceva godere come un riccio, ma mi costava anche molta fatica: mio figlio Filippo era piccolo, lo lasciavo a Lagonegro, in Basilicata, il paese di Pino, dal quale non aveva mai voluto andarsene, lontano da tutto. Avrei voluto avere due vite. Come molte donne, ho dovuto scegliere. E ho scelto la famiglia», spiega l’artista che non considera però quella rinuncia di tanti anni fa come una vittoria, anche se la rifarebbe. «Se avessi avuto più autostima, avrei gestito le cose in maniera diversa. L’assioma amore-sacrificio ha un po’ stancato. Anche perché in linea di massima ha sempre riguardato le donne». Superare la scomparsa del marito è stata dura non solo per la fatica di dover fare da madre e da padre ai suoi figli. «Per anni scappavo dai negozi quando mettevano un suo brano. Non riuscivo a respirare. Oggi, no. Non credo a queste cose, ma quando le sento... è come se mi parlasse». 
A proposito dei figli, il suo legame con loro resta fortissimo, ma Filippo e Angelina devono anche poter essere liberi di sbagliare. «A volte sono forse stata iperprotettiva, ma sono convinta che i figli debbano fare i loro errori, le loro esperienze, alle volte anche potersi schiantare. Che Angelina sia famosa non cambia nulla. Al massimo, posso darle dei consigli, quando me li chiede. Aver fatto questo lavoro mi consente almeno di essere preparata». Oggi non pensa di tornare a cantare e si diverte a insegnare musica e a fare teatro, ma domani chissà. «Sono una che cambia idea in continuazione, seguendo l’istinto. Nonostante sia della Vergine: analitica e riflessiva. Sembra una contraddizione, ma negli ultimi anni ho lavorato su me stessa per provare a capirmi meglio». E a giudicare dal suo progetto per il futuro, sembra esserci riuscita. «Vorrei rifarmi una vita. Innamorarmi – confessa infatti a fine intervista –. Fino a due anni fa non avrei immaginato nemmeno di pensarlo».