Corriere della Sera, 10 settembre 2026
Dall’Europa stretta sugli affitti brevi. Il centrodestra: giù le mani dalla casa
La proposta per limitare gli alloggi brevi nelle aree in cui c’è un problema di accessibilità alla casa – particolarmente grave nelle grandi città, nelle aree metropolitane e nelle località turistiche – presentata ieri dal commissario Dan Jørgensen, che ha la delega alle Politiche abitative, e dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera ha fatto discutere ancora prima che venisse adottata dal Collegio dei Commissari, con il centrodestra, le destre e le associazioni di categoria che si sono subito messe di traverso. E anche ieri le polemiche non sono mancate. Ma «la mancanza di alloggi a prezzi accessibili è motivo di preoccupazione per moltissimi cittadini europei. I lavoratori essenziali e gli studenti non possono permettersi di vivere nei luoghi in cui lavorano e studiano» ha commentato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, sottolineando che «soprattutto, è una questione di equità».
L’Affordable Housing Act, fortemente voluto dai socialisti, è il regolamento con cui Bruxelles intende dare alle amministrazioni un quadro comune per intervenire nei mercati immobiliari più sotto pressione e rispondere così all’incertezza giuridica. In pratica dà un aiuto agli amministratori locali portati in tribunale sulla base delle regole del mercato interno da parte di proprietari e gestori di affitti quando vengono introdotte limitazioni alle locazioni turistiche. La proposta dà alle autorità locali la possibilità di intervenire su affitti brevi nelle seconde case e acquisti di terreni in zone in stress abitativo ma non tocca la prima casa. Sullo stress abitativo viene data una definizione europea e questa è la novità. Un’area potrà essere considerata in stress abitativo se i prezzi di vendita delle case superano di otto volte il reddito disponibile annuo pro capite in quella zona, se questo rapporto è aumentato negli ultimi dieci anni e se la situazione non è destinata a migliorare nei prossimi tre anni.
«Non stiamo imponendo obblighi. La decisione di intervenire e la scelta delle misure da adottare rimangono di esclusiva competenza dell’autorità competente», ha sottolineato Ribera. Il regolamento infatti non autorizza automaticamente gli Stati o i Comuni a vietare affitti brevi, acquisti immobiliari o seconde case: stabilisce le condizioni che devono rispettare se decidono di adottare restrizioni già consentite dal diritto nazionale. Inoltre la Commissione chiede alle autorità di dimostrare che non esistono strumenti meno invasivi e le misure devono essere temporanee: possono durare al massimo 5 anni. La competenza sulla Casa resta quindi nazionale e locale, però la proposta della Commissione riconosce la competenza dell’Ue a regolamentare il mercato unico per attenuare la crisi dell’accessibilità abitativa.
Per Fratelli d’Italia «con l’attuale impostazione si comprime il diritto di proprietà e si invadono le competenze che spettano agli Stati». Forza Italia chiede direttamente il ritiro della proposta. Per la Lega si tratta dell’«ennesimo attacco di Bruxelles alla casa, alla proprietà privata e ai risparmi degli italiani». L’Aigab, l’Associazione italiana gestori affitti brevi, definisce la proposta «un espediente ideologico per non affrontare problemi strutturali». Per Confedilizia è «un provvedimento inaccettabile». Critico anche il M5S ma per ragioni diverse: il testo è «deludente e imperdonabile» perché «non sono presenti misure certe, veloci ed efficaci». Il Pd ha invece accolto con favore la proposta, che ora sarà negoziata da Parlamento e Consoglio. Dario Nardella, che da sindaco di Firenze fu il primo in Italia a bloccare gli affitti brevi nell’area Unesco, ha invitato il governo ad ascoltare i sindaci e annuncia che al Parlamento Ue si lavorerà «perché questo regolamento venga rafforzato» con «strumenti più incisivi contro la rendita speculativa e sull’edilizia sociale». Irene Tinagli, presidente della Commissione sulla crisi degli alloggi ha ricordato che «i sindaci da tempo chiedono misure per poter intervenire».