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 2026  settembre 09 Mercoledì calendario

Spagna, bufera sul dossier con 280 giornalisti schedati dal ministero per il profilo ideologico

Bufera in Spagna per un dossier elaborato dal ministero dell’Interno, che classifica decine di giornalisti ed opinionisti in base all’orientamento politico e all’atteggiamento nei confronti del governo, rivelato dall’online El Confidencial. Il dossier, che risale al febbraio 2024, pubblicato oggi integralmente, comprende un elenco di 54 pagine con 281 giornalisti e collaboratori dei media iberici e ha suscitato le proteste delle associazioni di categoria, che considerano la pratica “incompatibile con lo Stato di diritto”.
"Questo documento è di lavoro interno, non si riferisce in alcun modo all’ideologia e, se qualcuno si è sentito offeso, chiedo scusa, ma vi assicuro che le liste nere non vanno con noi”, ha dichiarato oggi al Congresso spagnolo il ministro dell’Interno, Fernando Grande Marlaska, incalzato al riguardo da deputati del Partito Popolare. Come aveva già affermato ieri, Marlaska ha definito il dossier “semplicemente un documento di lavoro interno” e ha negato che avesse “alcuna finalità spuria”. Il ministro ha sostenuto che serviva a conoscere “ciò che si dice dell’operato e dell’attività del ministero” e ha assicurato che il documento non ha alterato il diritto all’informazione né la libertà di espressione.
Il ministero dell’Interno sostiene che la lista – che contiene nomi, fotografie e valutazioni come “affine al Psoe”, “tendenza conservatrice”, “indipendente” o “sostiene il governo” – fu preparato dall’Ufficio comunicazione per uso interno e che Marlaska non ne ordinò la stesura né fu informato fino alla pubblicazione della notizia. Durissima la reazione della Federazione nazionale dei giornalisti Fape e dell’Associazione della stampa di Madrid (Apm), che hanno espresso la “più energica condanna”, denunciando la classificazione ideologica di professionisti dell’informazione, incompatibile con lo stato di diritto. Chiedono di interrompere qualsiasi attività di classificazione o profilazione dei giornalisti e garanzie che nessuno degli inseriti nel dossier abbia subito conseguenze o trattamenti differenti.