repubblica.it, 9 settembre 2026
Chiude il terzo miglior ristorante del mondo, e si riapre la polemica
"Il fine dining è morto”. Con queste parole definitive, senza appello, lo chef Bruno Verjus ha annunciato in un video messaggio su Instagram la chiusura del suo ristorante 2 stelle Michelin Table, a Parigi. Dopo 14 anni di onorato servizio gourmet il prossimo 22 dicembre verrà messa la parola fine a pranzi e cene al massimo livello di gusto. E anche di tasca. Per provare il menu degustazione in questo tempio dell’alta cucina aperto nel 2013 e arrivato nel 2024 al terzo posto della classifica dei World’s 50 Best Restaurants, servono 480 euro. Bevande escluse.
In questo caso ad essere esclusi fra qualche mese saranno i clienti che dovranno rinunciare all’esperienza di un fine dining che secondo lo chef francese sessantaseienne nato a Roanne, sarebbe ormai totalmente agonizzante. Anzi definitivamente morto, come ha detto chiaramente, e drasticamente, nel video in bianco e nero prodotto dalla piattaforma Prescription e diffuso sul suo profilo Instagram.
La colpa sarebbe da attribuire a un modello troppo elitario e non più sostenibile con quei prezzi così lontani dalla realtà della maggioranza delle persone. Come lui stesso ha ribadito: “L’idea di escludere le persone dalla mia tavola mi mette a disagio, perché per me l’alta cucina è prima di tutto condivisione di piatti e servizi eccezionali. Ho avuto la sensazione, in molte occasioni, di perpetuare pratiche di un’altra epoca. Dobbiamo evolverci e intraprendere una nuova strada. Voglio nutrire le persone, non solo pochi privilegiati. Voglio nutrire quante più persone possibile, mettendo a frutto la mia esperienza, gli ingredienti eccezionali che abbiamo a disposizione e il talento di tutto il mio team, ma in un modo completamente diverso”.
Parole che indicano la scelta di cambiare prospettiva rimanendo sempre nell’ambito della cucina per chi come Verjus prima di approdare ai fornelli da autodidatta ha fatto un po’ di tutto. Dopo essersi laureato in medicina ha lavorato come fotografo pubblicitario e poi come giornalista, ha gestito un’azienda vinicola ed è diventato scrittore pubblicando il suo primo romanzo intitolato La Recette. Ora la ricetta da trovare sarà quella di un nuovo futuro dell’alta ristorazione che da moribonda potrebbe risorgere a nuova vita. Oppure cambiare totalmente direzione. Il dibattito è sempre più aperto.