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 2026  settembre 09 Mercoledì calendario

Ranucci non chiude alla politica. Faro sui servizi mai trasmessi

«Io candidarmi? Non ci penso. Poi se mi cacciano proprio dalla Rai...». Sigfrido Ranucci risponde così, davanti alla platea riunita a Roma per la presentazione del suo libro Il ritorno della casta, alla domanda su un suo possibile futuro in politica. Una candidatura che l’ex conduttore di Report non esclude. E sulla quale torna quando gli chiedono del sondaggio Swg pubblicato da La7 che gli attribuisce il 7 per cento di gradimento. «Il sondaggio è stato una sorpresa, perché io non ho annunciato che mi candido né ho fatto campagna elettorale». Più dei consensi già raccolti, Ranucci guarda però a quelli potenziali: «Interessante è il 23 per cento che alla domanda se mi voterebbe dice “può darsi” o il 30 per cento che dice “non saprei”».
Numeri che, nella sua lettura, raccontano la tenuta della sua immagine dopo mesi di polemiche attorno all’inchiesta e alla trasmissione. «La mia credibilità e quella di Report sono sopra il 60 per cento dopo la più grande character assassination della storia». Poi la stoccata: «Qualcuno dovrà dire a quelli che hanno scritto questi articoli che hanno sbagliato».
E quando il discorso torna sull’ipotesi di una discesa in campo, Ranucci sposta il bersaglio: «Non temono che mi candidi, temono che conduca Report».
Il filone della politica
Fin qui la politica vista dal palco. Poi c’è quella che emerge dalle carte giudiziarie. La politica è anche uno dei fili che la procura di Roma sta seguendo nell’inchiesta sulla bomba del 16 aprile 2025. Per i pm – come è noto – quell’attentato ha avuto un movente politico e sarebbe stato ideato da Valter Lavitola. Lo stesso Lavitola che stava organizzando un sondaggio per verificarne l’eventuale gradimento come possibile leader del centrosinistra. E quel sondaggio non è l’unico elemento che porta gli investigatori a guardare anche alla politica per ricostruire il rapporto tra i due: in un’informativa vengono passate in rassegna chat e incontri, conversazioni nelle quali parlavano delle puntate di Report, ma anche di scenari politici. E adesso l’attenzione si è allargata anche a ciò che in tv non è mai arrivato: nel materiale al vaglio ci sarebbero infatti servizi della trasmissione mai andati in onda.
Lavitola resta in carcere
Lavitola, nel frattempo, resta in carcere. Nelle prossime ore il Riesame dovrà decidere sulla scarcerazione o sulla concessione dei domiciliari nel suo paese natale, in provincia di Potenza. Una soluzione diventata obbligata dopo che l’ormai ex compagna gli ha negato la disponibilità dell’appartamento nel quale vivevano. Una porta chiusa per ragioni private: proprio grazie all’inchiesta la donna ha scoperto che Lavitola aveva un’amante.
E intorno alla vicenda dell’attentato si apre anche un altro fronte giudiziario. Il deputato di FdI Gimmi Cangiano ha querelato Ranucci per diffamazione. Lunedì al giornalista è stata notificata l’elezione di domicilio nell’inchiesta coordinata dalla pm Nadia Plastina. Cangiano «esprime soddisfazione per la serietà con cui la procura sta seguendo la querela che ho presentato dopo il servizio di Report nel quale il mio nome veniva accostato all’attentato subito da Ranucci».