corriere.it, 9 settembre 2026
Trump esulta per la vittoria dell’AfD in Germania. Ira di Merz che cancella la telefonata
A Berlino non spiegano perché. Dicono soltanto che non è un problema di agenda. La telefonata tra Friedrich Merz e Donald Trump, prevista per oggi, è stata rinviata dalla parte tedesca. E il tempismo pesa: solo ieri il presidente americano aveva celebrato la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt, il partito che ha appena inflitto alla Cdu di Merz la sua più pesante sconfitta regionale. Trump, sul suo social Truth, ha scritto: «Wow! Il partito populista in Germania ha appena avuto una notte davvero importante. Finalmente si sono stancati delle regole e delle norme sull’immigrazione assolutamente orribili che hanno danneggiato così tanto la Germania. SONO IN ASCESA e non hanno più intenzione di accettarlo!». A chiudere il messaggio, un «Make Germany Great Again» che riprende il suo storico slogan elettorale.
Il contrasto non potrebbe essere più netto. Trump vede nell’avanzata dell’AfD la prova che i tedeschi vogliono una svolta sulla migrazione e ha salutato il risultato come un successo. Merz, al contrario, considera l’estrema destra un avversario da fermare. E oggi, al Bundestag, lo ha detto con particolare durezza, durante il dibattito generale sulla legge di bilancio, trasformato in un faccia a faccia con la leader dell’AfD Alice Weidel. La «remigrazione» sostenuta dal partito, ha detto il cancelliere, sarebbe una forma di «pulizia etnica».
Weidel, da parte sua, non si è risparmiata: l’esito del voto in Sassonia-Anhalt, ha sostenuto, dimostra la fine della Cdu. L’AfD ha ottenuto il 43,8% dei voti, mentre il partito di Merz è precipitato al 17,2%. Un terremoto per il cancelliere, che lunedì aveva definito la sconfitta la più grave subita dalla Cdu «da anni, se non da decenni». Il portavoce del governo, Stefan Kornelius, non ha confermato che il rinvio della telefonata sia una conseguenza delle parole di Trump. Il colloquio avrebbe dovuto preparare anche il terreno alle commemorazioni dell’11 settembre 2001. È stato invece rinviato proprio mentre la distanza tra Washington e Berlino non appare più soltanto diplomatica: riguarda l’immigrazione, la Russia, l’Ucraina e, più in profondità, la stessa idea di Europa e di democrazia.
C’è da dire che tra Merz e Trump non è mai stata una relazione semplice. Alla Casa Bianca, nel giugno 2025, il cancelliere aveva cercato di spingere il presidente americano a una linea più dura con Putin sull’Ucraina. Trump aveva invece paragonato la guerra a una lite tra bambini. Poi erano arrivati i complimenti e i tentativi di ricucire. Appena tre mesi fa, al G7 di Évian, il cancelliere tedesco regalava al presidente statunitense una maglia della nazionale con il nome «Trump» e il numero 47 in occasione del suo ottantesimo compleanno, accompagnandola con un: «Dopotutto, siamo nella stessa squadra». Oggi Trump festeggia l’AfD, mentre Merz la considera una minaccia.