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 2026  settembre 09 Mercoledì calendario

Cina, da 45 mila a 12 milioni le auto esportate in quattro anni

Le case auto cinesi cercano scampo all’estero dal crollo del mercato domestico. Ad agosto le vendite di vetture in Cina sono scese del 24% a 1,5 milioni di unità, proseguendo una tendenza calante che è in atto dall’inizio del 2026 a causa del taglio ai sussidi pubblici all’acquisto. Questo tracollo, unito alla formidabile competizione interna (in Cina sono attivi oltre 100 marchi), sta mettendo alla prova la tenuta finanziaria dell’industria dell’auto cinese. Che sta cercando salvezza nell’export con destinazione Europa, Asia, Africa e America del Sud. Nel primo semestre del 2026, calcola Moody’s, le vendite all’estero di vetture made in China sono salite del 65%, arrivando a rappresentare oltre un terzo delle vendite totali dei gruppi del Dragone. Ma il picco potrebbe esser ancora lontano, a dispetto dei dazi imposti dall’Ue sulle elettriche cinesi. Ad agosto, infatti, l’export di vetture cinesi è aumentato addirittura del 78% a 894 mila unità, contribuendo al nuovo boom del surplus commerciale di Pechino che nel mese si è attestato a 119 miliardi di dollari. Le autorità di Pechino stimano poi che il totale per l’intero anno arriverà a 12 milioni di vetture; era 45 mila nel 2022. La sola Byd, forse il costruttore cinese più noto e in ascesa a livello globale, genera ormai poco meno di metà delle sue vendite al di fuori della Cina e punta a esportare quest’anno fra 1,9 e 2 milioni di veicoli. E, secondo Deutsche Bank, intende arrivare a 2,5 milioni nel 2027.