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 2026  settembre 09 Mercoledì calendario

Ex Ilva, licenziamenti sospesi per i 2.500 dell’indotto. Tensione governo-sindacati

Stop ai 2.500 licenziamenti nelle aziende dell’indotto dell’ex Ilva, in attesa della decisione della Corte d’appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo. È il primo e immediato risultato del nuovo giro di incontri di ieri a Palazzo Chigi tra rappresentanti del governo e il mondo dell’ex Ilva – associazioni datoriali, sindacati, enti locali, commissari. Alle associazioni rappresentantive delle aziende dell’indotto, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha chiesto di sospendere le procedure di licenziamento dei 2.500 lavoratori annunciate nei giorni scorsi. «Per senso di responsabilità» Aigi e confederazione Aepi hanno accettato: «Un richiamo a cui non ci siamo potuti sottrarre – ha detto il presidente Aigi Nicola Convertino —, di fronte anche alle garanzie sulla continuità produttiva e di un nuovo tipo di acciaio green e forni Dri». E Mino Dinoi, presidente Aepi, chiarisce: «L’obiettivo non era licenziare ma far arrivare il grido di allarme che c’è a Taranto».
Durante gli incontri il sottosegretario Mantovano ha annunciato l’apertura di un tavolo «omnibus» permanente con tutti i protagonisti «che segua passo passo l’evoluzione della situazione dell’ex Ilva» attraverso «sotto tavoli», confermando quindi che da parte del governo «non c’è alcuna prospettiva di chiusura né di rassegnazione ma di rilancio: il futuro dell’Ilva e dell’acciaio in Italia sarà in ogni caso legato al green e alla decarbonizzazione attraverso i forni elettrici alimentati a Dri». E il rilancio riguarderà «non solo l’ex Ilva ma tutta l’area di Taranto».
Mantovano non ha poi escluso una possibile partecipazione pubblica, come chiesto dai sindacati, ed è la prima volta che l’opzione arriva sul tavolo, ma chiarisce anche: «Purché sia presentato un piano industriale solido e credibile», che arriverà una volta scelta l’offerta migliore nella nuova gara per trovare l’acquirente dell’ex Ilva. Ci vorranno 2 mesi, ha spiegato, la cordata italiana guidata da Federacciai ancora non ha formalizzato la sua proposta, nel frattempo continuerà l’amministrazione straordinaria.
E proprio durante l’incontro con Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager ci sono stati momenti di tensione che hanno costretto a sospendere il tavolo per un’ora. I sindacati hanno contestato la sospensione dei licenziamenti, chiedevano il blocco ma anche impegni concreti per proteggere i lavoratori e mettere in sicurezza gli impianti nel caso in cui l’area a caldo dell’ex Ilva dovesse chiudere definitivamente, come imposto dal decreto della Corte d’Appello di Milano lo scorso 27 luglio. Oggi è prevista l’udienza sulla richiesta di sospensiva presentata da Acciaierie d’Italia ed Ilva. Mantovano ha ribadito che un decreto per impugnare la sentenza «è incostituzionale» e ha promesso di lavorare «ad una soluzione per la tutela dei lavoratori», assicurando aggiornamenti entro due giorni. Troppo poco per i sindacati.