Corriere della Sera, 9 settembre 2026
Legge elettorale, il ballottaggio si arena in Senato
Arriva oggi in aula al Senato la legge elettorale voluta da Giorgia Meloni. Ieri la commissione Affari costituzionali ha preso atto che non ci sono le condizioni per concludere l’esame degli emendamenti «di fronte all’ostruzionismo dell’opposizione». «Abbiamo approvato l’articolo 1. Ma il lavoro svolto sarà prezioso per l’aula», commenta il presidente Andrea De Priamo (FdI). Alle 9 si rivedranno e il testo sarà inviato senza relatore in aula, dove, alle 10 si porranno le questioni pregiudiziali e si passerà alla discussione generale. Voto finale, nelle intenzioni della maggioranza, dovrebbe tenersi il 15 settembre.
Fari puntati sugli emendamenti. Sarà soprattutto su quelli della maggioranza che si terrà la sfida cruciale di questa legge. Tramonta, scartato dalla maggioranza, quello sul ballottaggio, proposto dall’ex presidente del Senato, Marcello Pera. La contrarietà della Lega è rimasta e si è unita alle perplessità di Forza Italia. Ma anche FdI, partito con il quale Pera è stato eletto al Senato, pur mostrando aperture non ha sposato il testo.
Soddisfatta l’opposizione. «Il ballottaggio, a bicameralismo paritario invariato, è morto semplicemente perché non poteva nascere», commenta il dem Dario Parrini che parla di «forzature su forzature da parte della maggioranza e nessuna apertura alle opposizioni daranno vita a una legge pericolosa».
Ma è nel centrodestra che restano i principali nodi da sciogliere nel testo. Gli sherpa della maggioranza si vedranno in mattinata. In un clima in cui crescono i sospetti reciproci e i dubbi. Roberto Vannacci, esaltato dai sondaggi che lo ipotizzano in crescita (Swg lo dà al 7,7%) li cavalca. E sfotte gli ex alleati di destra sui social: «Adesso hanno preso la calcolatrice. Senza Futuro nazionale la destra non arriva al 42%. Non è propaganda, è aritmetica». Aggiunge che non si devono «illudere perché i nostri voti non sono un pacco da ritirare alla vigilia delle elezioni». Quindi, Vannacci avverte la maggioranza: «FnV non sarà la ruota di scorta di nessuno, ma il motore che riporterà la destra sulla retta via». A suo giudizio l’alleanza va costruita «su punti programmatici chiari e condivisi e non formule escogitate nei palazzi». «È falso che la legge si cambi in base ai sondaggi» replica a Zapping su RadioRai1, la ministra delle Riforme Alberti Casellati. E precisa: «La legge elettorale è difficile da comporre. L’ascolto è stato lungo e ci sono stati ripensamenti». Secondo la ministra l’iter «terminerà alla fine di questo mese o al massimo ottobre»