Corriere della Sera, 9 settembre 2026
Il cuore ferito di Angela (senza un filo di autocritica)
È sbigottita, Angela Merkel, dal travolgente successo elettorale di AfD in Sassonia-Anhalt. L’ex cancelliera lo definisce «semplicemente scioccante». Lei, che per sedici anni condusse la Cdu di vittoria in vittoria, è costretta oggi ad assistere alla sua più grave sconfitta, con un crollo di oltre la metà dei consensi: «Come membro del partito, mi sanguina il cuore», dice Merkel, parlando alla Fiera digitale organizzata da Deutsche Telekom a Colonia. «Si tratta – aggiunge – di una frattura, una vera e propria frattura che stiamo vivendo nella storia della Repubblica federale».
L’ex cancelliera invita la classe politica tedesca a cambiare il modo di comunicare con le persone, avvicinandole e spiegando loro meglio le cose che si sono fatte e i passi avanti compiuti: «Parlare individualmente con i cittadini è diventato ancora più importante». A preoccupare Merkel è soprattutto che i fatti non abbiano più un valore prioritario agli occhi dei cittadini, i quali invece si affidano sempre di più alle emozioni, che AfD ha saputo suscitare.
Sono parole vere e sincere quelle di Merkel. Ma ancora una volta l’ex cancelliera non fa un solo accenno autocritico, non sembra nutrire neanche il più piccolo dubbio che anche lei, per oltre tre lustri dominatrice incontrastata della politica tedesca, porti una grande responsabilità nell’ascesa di Alternative für Deutschland.
Fu coraggiosa, certo, nell’estate del 2015, quando non chiuse le frontiere accogliendo oltre un milione di profughi siriani giunti dalla rotta balcanica. Ma è ormai una verità evidente che quella decisione – mal preparata, mal spiegata e mal eseguita – abbia reso incerta e insicura la Germania profonda, aprendo il varco alla retorica xenofoba, antislamica e ultranazionalista di AfD, che da quel momento non ha mai smesso di crescere.