Corriere della Sera, 9 settembre 2026
Spie di Mosca cacciate da Ungheria e Romania
Offensiva dell’intelligence nell’Est Europa contro la guerra ibrida del Cremlino: ieri mentre la Romania arrestava una spia di Mosca – un quarantenne accusato di preparare attacchi contro basi Nato nel Paese – l’Ungheria ordinava l’espulsione di 10 diplomatici russi, per proteggere la propria «sicurezza e sovranità». L’annuncio, arrivato dalla ministra degli Esteri Anita Orbán e sostenuto dal premier Péter Magyar, segue le scioccanti rivelazioni del sito di giornalismo investigativo indipendente russo Agentstvo, secondo cui un terzo dei 47 membri dello staff dell’ambasciata russa a Budapest è legato ai servizi moscoviti. Negli ultimi anni nessun funzionario del Cremlino era stato espulso finora con un annuncio pubblico. Ora la mossa è un ulteriore segnale della svolta intrapresa da Magyar rispetto alle posizioni filo-russe del suo precedessore, ma «non implica la rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia», ha chiarito la ministra Orbán. Ma Mosca ha minacciato azioni di ritorsione «dure e dolorose» tramite la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Per Bruxelles si è trattato di «una reazione attesa, vista la persistente campagna condotta dalla Russia, che ricorre ad attacchi ibridi contro l’Ue e i suoi Stati membri».