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 2026  settembre 09 Mercoledì calendario

Usa, il caso dei benefit negati ai soldati morti in Iran

Il maggiore John Alex Klinner, 33 anni, era un ufficiale dell’Air Force originario dell’Alabama. Il 12 marzo era a bordo di un’aereo-cisterna KC-135 che è precipitato in Iraq durante le operazioni militari americane contro l’Iran. Morirono tutti e sei i militari a bordo (in totale dall’inizio delle ostilità tra i due Paesi ne sono morti 18). La sua vedova, Libby Klinner, con cui aveva tre figli, aveva espresso la sua frustrazione sui social raccontando che un ufficiale del Pentagono le aveva comunicato che la sua famiglia avrebbe ricevuto alcuni benefici economici ma non altri, perché formalmente «non siamo in guerra» (non c’era stata una dichiarazione formale di guerra).
Quel post era diventato virale e il caso era stato descritto da un giornalista al vicepresidente JD Vance venerdì scorso durante il briefing alla Casa Bianca. Vance aveva promesso di esaminarlo e infatti l’Air Force ha chiamato nei giorni scorsi la donna per risolverlo. «Vogliamo essere d’aiuto e assicurarci che riceva tutto quello che le spetta», aveva detto Vance. Successivamente l’Air Force ha ammesso che le informazioni date inizialmente alla donna erano inesatte e ha confermato che nella ultima busta paga del maggiore Klinner erano già stati inclusi, seppure indicati erroneamente, tutti i benefici spettanti (tra cui la «combat/hazard pay» e le relative agevolazioni fiscali). Nello stesso briefing con i giornalisti, in risposta a una domanda diversa, il vicepresidente ha affermato che, dopo le prime sei settimane, ovvero da metà aprile in poi, quella in Iran non è più una «guerra», anche se gli attacchi e le rappresaglie continuano perché resta aperto lo scontro sulla navigazione nello Stretto di Hormuz.
La guerra è impopolare tra gli americani e tra due mesi si vota per il Congresso. A fine luglio, l’amministrazione Trump ha creato una nuova categoria per il conteggio delle vittime uccise e ferite durante i combattimenti tra Stati Uniti e Iran. Il Pentagono dice che è necessario perché l’operazione «Furia epica» è finita. Questo non si applica al caso del maggiore Klinner ma dal 7 luglio le vittime in Medio Oriente vengono classificate sotto «Operazioni all’estero».