Corriere della Sera, 9 settembre 2026
Sanzioni ai coloni, l’Italia non si schiera
Sul nuovo giro di vite contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, con tanto di restrizioni economiche nei confronti dei beni provenienti dalle colonie, l’Italia, così come la Germania, per il momento ha stabilito di non assumere una posizione, anche perché l’annuncio di sanzioni dei 12 Paesi cade alla vigilia della campagna elettorale per il rinnovo, il prossimo 27 ottobre, della Knesset, il parlamento israeliano.
Da Buenos Aires, dove si trova per la missione in Argentina delle imprese italiane guidata da Confindustria, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ribadisce la posizione già espressa in precedenti occasioni, ossia che eventuali sanzioni o contestazioni devono essere condivise a livello Ue e non dai singoli Paesi. Un provvedimento dovrebbe essere, insomma, riconducibile a una proposta della Commissione. «Io sono sempre per le decisioni che vengono dell’Unione europea, anche in materia commerciale, altrimenti si rischia di distorcere il mercato interno. Gli inglesi non fanno parte dell’Unione europea», ha spiegato Tajani, aggiungendo che si tratta di «una scelta loro, però le decisioni devono essere sempre prese a livello europeo».
Un’argomentazione che alimenta l’immediata reazione delle opposizioni. «Io penso che sia vergognoso che nell’elenco dei Paesi mancasse il nostro Paese», attacca la segretaria del Pd, Elly Schlein, riferendosi all’assenza italiana tra i governi che hanno sanzionato i commerci con i coloni israeliani. «È vergognoso che ancora una volta questo governo abbia perso l’occasione di difendere il diritto internazionale, di non avere i doppi standard».
A criticare l’esecutivo è anche il leader del M5S, Giuseppe Conte: «Non è bastato un genocidio, l’uccisione deliberata di oltre 20mila bambini palestinesi. Zero sanzioni e accordi con Israele ancora in piedi. Nel frattempo ben 12 Paesi, fra cui Regno Unito, Francia, Spagna, hanno firmano una dichiarazione congiunta per sanzionare il commercio con le colonie illegali israeliane in Cisgiordania. E l’Italia? Insieme agli altri leader dell’opposizione ho depositato in Parlamento un progetto di legge per procedere con le sanzioni: chiediamo alla maggioranza di recuperare quantomeno un briciolo di dignità e di approvarlo». E Riccardo Magi, (+Europa) parla di un «atteggiamento di ignavia che sta infangando la storia delle relazioni internazionali del nostro Paese, che è sempre stata di supporto e di promozione dei diritti umani».