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 2026  settembre 08 Martedì calendario

Un ritratto cinematografico di Musk

 
ELON MUSK – ILLUSTRAZIONE BY HOLLYWOOD REPORTER
Non sarà “Report” di Sigfrido Ranucci, ma questo kolossal di 4 ore (3h 55’ con 10 minuti di intermission) dedicato a Elon Musk, dal semplice titolo “Musk”, diretto da una star del documentarismo d’inchiesta come Alex Gibney per HBO, devo dire che non solo lascia il segno, ma mette paura.
 
Anche perché non ci siamo affatto liberati né di Trump né del suo doppio, Donald J. Trump, ma si rischia che alle elezioni di midterm il peso del controllo che ha Musk sull’informazione possa portare a brogli e irregolarità. Su questo Alex Gibney è piuttosto chiaro. Come è chiaro nel dipingere Musk come una specie di cialtrone che unisce manie di grandezze (“Occupy Mras”) a incapacità evidenti.
 
Ma che, intanto, ha costruito col Doge un disastro che non si sa neppure di quanti morti possa essere responsabili, visto che ha tagliato i fondi, le medicine, gli aiuti alimentari che arrivavano con l’Usaid ai paesi più poveri.
 
alex gibney
 L’idea di costruire la storia di Musk e dei suoi desideri di compiere imprese eccezionali a un vecchio film inglese del 1937, “The Man Who Could Work Miracles” diretto da Alexander Korda e Lothar Mendes, con Roland Young e Ralph Richardson ci riporta direttamente alla fantascienza costruita sulla realtà di H. G. Wells.
 
E proprio da “Guerra dei mondi”, da invasione marziana sembra tutta la parabola di Musk, descritto da parenti, addirittura il padre, le mogli, vecchi amici, gente che ha lavorato con lui come uno stronzo di dimensioni cosmiche. Uno stronzo che nel tempo peggiora e si trasforma in una sorta di mostro che diventa un pericolo per la società americana e non solo per quella.
 
elon musk e donald trump nello studio ovale
Ma già rivedere su grande schermo tutta la commedia improvvisata di Musk con il figlioletto X, strappato alla madre, nello Studio Ovale con Trump vittorioso ci fa tornare all’orrore delle passate elezioni e a quello che hanno prodotto. Ma sono ottime anche le parti che spiegano il disastro delle macchino autopilotate Tesla che hanno provocato non pochi morti e feriti. O il folle progetto di sbarcare su Marte e di vendere lo spazio come un futuro imperiale americano.
 
O l’appoggio di Musk alla causa no vax, minimizzando il pericolo del Covid al punto da non chiudere le fabbriche. Nuove tutto una sorta di follia da miliardaria fuori di testa, ma anche il desiderio di far soldi su soldi e di gestire il potere.
 
elon musk – space x
Si accenna, ma non troppo, agli eccessi di ketamina e di droghe, e una delle mogli lascia capire che non sono stati pochi, e si ricostruisce perfettamente l’acquisto di twitter, che verrà trasformato in “X”, che ha fatto probabilmente vincere le elezioni a Trump, l’uso illegale di Grok, la parabola del Doge, la squadraccia di ventenni messa in piedi da Musk per tagliare posti e sperperi che si rivela uno dei punti più disastrosi e criminali della presidenza Trump fin dall’inizio.
 
Purtroppo, malgrado la precisione di ricostruzioni e pesanti accuse e un ritratto impietoso della cialtroneria e della pericolosità del personaggio, non sembra che le cose nel frattempo in America siano migliorate. Le quattro ore sono volate via rapidamente. Anche meglio di Report.