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 2026  settembre 08 Martedì calendario

La Cina inietta 46 miliardi di euro per rafforzare banche e assicurazioni nazionali

Trecento miliardi di yuan in titoli di Stato per rafforzare banche e assicurazioni. Pechino si sta muovendo per sostenere la propria economia, i mercati finanziari e l’export. La Repubblica popolare sta agendo principalmente attraverso il ministero delle Finanze che, in due casi particolari, il finanziamento alle banche commerciali Icbc e Agricultural Bank, lavorerà di concerto con la China National Tobacco corp, colosso statale delle sigarette.
In concreto il governo emetterà obbligazioni speciali, per un totale che equivale a circa 46 miliardi di euro, che andranno a sommarsi a 500 miliardi di yuan in iniezioni di capitale pubblico già stanziati dall’inizio dello scorso anno.
Per la prima volta delle mosse di Pechino beneficeranno anche le assicurazioni. Sono cinque le compagnie interessate: China Life, China Taiping Insurance, Sinosure, China Reinsurance Group e la People’s Insurance. In questo modo il governo conta di rafforzare i coefficienti di solvibilità degli assicuratori chiamati a loro volta a investire sul medio e lungo termine nei mercati azionari. L’intervento punta anche a sostenere due dei principali strumenti cinesi dedicati al commercio con l’estero, la Export-Import Bank e la China Export.
Per le quotate si prevede inoltre che il rifinanziamento contribuisca a creare maggiore valore per gli investitori e a fornire rendimenti stabili a lungo termine, si legge in una circolare del ministero delle Finanze. La Repubblica popolare si muove in un momento di stanca della seconda economia al mondo
«L’economia cinese ha registrato una crescita congiunturale dello 0,9% nel secondo trimestre, al netto degli effetti stagionali, ma ciò non è stato sufficiente a impedire che il tasso annuo di crescita del pil rallentasse al 4,3%. Sebbene molte altre economie considererebbero invidiabili tassi di crescita di questo livello, si tratta del ritmo di crescita più debole dall’inizio degli anni Novanta, esclusi i periodi di lockdown legati al Covid», hanno spiegato gli analisti di Schroders.
L’impegno delle autorità è di far ripartire i consumi interni. Lo stato dell’economia nazionale è stato al centro dell’ultima riunione del Politburo del Partito comunista, convocato alla fine di luglio e il cui messaggio chiave è stato quello di garantire «una crescita stabile».
Per gli esperti di Schroders: «se la crescita dovesse continuare a essere debole, le autorità potrebbero essere costrette ad ampliare le misure di stimolo più avanti nel corso dell’anno. Con il mercato immobiliare ancora in caduta libera, la politica monetaria rimarrà in larga misura inefficace, rendendo ulteriori interventi fiscali la soluzione più probabile». Tuttavia, «i vincoli derivanti da un disavanzo di bilancio, ormai a due cifre, limitano i margini di intervento».