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 2026  settembre 08 Martedì calendario

Gran Bretagna, attivisti xenofobi assediano un centro di accoglienza per migranti a Portsmouth

Non bastava Tommy Robinson. Ora c’è anche un altro pregiudicato di estrema destra, Danny “Tommo”, a bloccare il Paese nella sua crociata anti-migranti. Perché ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni in Inghilterra è stata un’escalation degli attivisti xenofobi. Sabato c’è stata la clamorosa azione di circa trecento incappucciati che hanno bloccato il porto e le arterie principali di Dover gridando “Inghilterra fino alla morte”, “basta barconi”, e “stop ai migranti”. Domenica sera è successo anche di peggio, visto che un mezzo migliaio di manifestanti ha assediato un centro di accoglienza di migranti a Portmsmouth, dove erano appena sbarcati 140 irregolari ammassati su una piccola imbarcazione, con l’obiettivo di bloccare il loro iter di richieste di asilo.
È successo di peggio perché stavolta, secondo le autorità, ci sono stati “alcuni poliziotti feriti”, dopo scontri con i manifestanti terminati alle 3 di notte. E dietro c’è sempre lui: Daniel Thomas alias Danny “Tommo”. Padre di quattro figli, 37 anni, ex muratore, brevemente autista dei carri armati del King’s Royal Hussars e poi improbabile web designer, nel 2016 Tommo è stato condannato a due anni di carcere per tentato sequestro in una disputa di droga da 10mila sterline e nel 2025 la Francia lo ha messo in lista nera dopo aver aggredito migranti e operatori umanitari a Calais. Allora “Tommo” ha implorato una seconda opportunità, che invece si è concretizzata nel sodalizio con Tommy Robinson – i loro video online spopolano su Youtube e social – e nella fondazione, lo scorso giugno, di Patriot Platform, un novello gruppo di estrema destra cristiano, che secondo Tommo conta già 40mila adepti e che si definisce animato da “un amore feroce per la nostra patria”. Tommo è stato già braccio destro di Robinson e “compare” nell’Ukip, il partito di estrema destra britannico un tempo guidato da Nigel Farage, che poi lasciò perché il movimento era diventato troppo fondamentalista anche per lui.
Siamo di fronte a un’escalation perché episodi del genere stanno aumentando e si sta alzando il livello dello scontro nelle ultime settimane. Lo ammette lo stesso Tommo, in un post su X “benedetto” da Tommy Robinson: “Ci rivolgiamo ai forti. Ci rivolgiamo a chi ne ha le capacità… a chi è pronto a farsi avanti… a chi è stanco dei soliti approcci fallimentari. Ora basta. Costruiamo un esercito di patrioti. Reagiamo. Facciamo le cose come si deve. È per questo che è stata creata Patriot Platform: non soltanto per parlare e pianificare, ma per scendere concretamente in campo e fare ciò che va fatto. So esattamente cosa bisogna fare. Adesso è il momento di agire”. Proclami inquietanti, nonostante gli sbarchi clandestini nel 2026 in Inghilterra siano sensibilmente calati rispetto agli anni immediatamente precedenti: dal 1 gennaio al 6 settembre 2026, infatti, gli arrivi illegali via mare sono stati 17.138, ovvero il 43% in meno dello stesso periodo del 2025.
Dura la reazione del governo Burnham: “La libertà di manifestare è sacrosanta, ma non deve sforare nell’illegalità. Quanto accaduto a Dover e Portsmouth è inaccettabile. Useremo tutta la forza della legge contro questi episodi”. Ma gli atti di Tommo e Robinson hanno scandalizzato pure la destra britannica. Il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha chiesto di “vietare l’uso di passamontagna in pubblico” e ha definito quanto accaduto a Dover “disgustoso”. “Nessuno, in nessuna manifestazione politica, né di sinistra né di destra, dovrebbe presentarsi con un passamontagna”.
Allo stesso tempo, però, Farage ha chiesto una revisione di tutte le domande di asilo del Regno Unito, anche quelle già approvate. Perché ha fatto scandalo uno scoop che ieri apriva la prima pagina del Times: una gola profonda dell’Home Office, il ministero dell’Interno britannico, ha rivelato al quotidiano come solo l’1% delle richieste di asilo sarebbero genuine e veritiere, su una media di circa il 40% di domande accettate, mentre il 38% di quelle inizialmente respinte viene successivamente approvato dai giudici dei tribunali, che ribaltano la decisione precedente. Nella maggioranza dei casi, si tratterebbe molto spesso di storie “pre-confezionate” che i trafficanti di uomini impartiscono ai migranti affinché possano restare in Inghilterra. Una rivelazione che ieri non è passata affatto inosservata oltremanica.