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 2026  settembre 08 Martedì calendario

Brasile, uno scontro sulla Corte Suprema irrompe nella sfida tra Lula e Bolsonaro

Manca meno di un mese alle elezioni generali in Brasile. Si scontrano l’80enne Jose Inàcio Lula da Silva e il 45enne Flàvio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente condannato Jair. A sole due settimane dalla discesa in campo di quest’ultimo, Lula ha mandato in frantumi il suo vantaggio nei sondaggi, che ora registrano un pareggio nelle intenzioni di voto. In questo scenario paralizzato, si impone la lotta interna alla Corte Suprema: il tribunale, che è un attore politico di primo piano in Brasile, vive una delle peggiori crisi della sua storia. Uno scandalo di corruzione arriva a coinvolgere il suo giudice più illustre: Alexandre De Moraes.
Le piazze e il voto
Ieri, giorno dell’Indipendenza in Brasile, Lula è stato protagonista di una parata civile-militare nella capitale Brasilia. Nel frattempo Bolsonaro, guidava a San Paolo una manifestazione contro il Partito dei lavoratori (PT) e il giudice della corte Suprema. E il fatto è che rivelazioni recenti potrebbero dare slancio alle intenzioni di Bolsonaro di avviare un processo di impeachment contro il giudice.
Ma andiamo con ordine. Il 4 ottobre i brasiliani saranno chiamati a eleggere il presidente, i governatori, il Congresso e due terzi del Senato. Si tornerà alle urne il 25 ottobre se nessun candidato supererà il 50% dei voti validi. Lula resta in testa negli ultimi sondaggi con un vantaggio di 5-7 punti su Bolsonaro al primo turno. Ma per un eventuale secondo turno, le ultime rilevazioni registrano un pareggio al 41%. Dunque tutto può ancora succedere.
Chi è De Moraes
Alexandre de Moraes, 57 anni, è uno dei giudici più potenti e controversi del Brasile. È membro del Supremo Tribunal Federal (STF) dal 2017 e ha presieduto il Tribunale superiore elettorale tra il 2022 e il 2024. È diventato il principale protagonista delle inchieste contro Jair Bolsonaro e i suoi sostenitori, in particolare sul tentativo di colpo di Stato dopo le elezioni del 2022, guadagnandosi l’appoggio della sinistra e l’ostilità della destra bolsonarista.
De Moraes è però ora sospettato all’interno di un caso di corruzione per i suoi legami con Daniel Vocaro, il banchiere sotto accusa per il maggiore caso di frode bancaria della storia del Paese, quello del Banco Master, liquidato nel 2025 dalla Banca centrale con un buco milionario.
Cos’è il caso Banco Master
Il caso Banco Master rischia di trasformarsi in una bomba a grappolo capace di investire i vertici del potere brasiliano. L’inchiesta sulla banca ha fatto emergere una rete di rapporti che arriva dalla politica alle istituzioni finanziarie, fino alla magistratura. Tra i nomi più delicati c’è quello di de Moraes: Secondo gli elementi raccolti dalla Polizia federale, Vorcaro aveva un rapporto diretto con il magistrato e, nei giorni precedenti al suo arresto, gli avrebbe chiesto aiuto per capire come fermare l’inchiesta e persino se fosse il caso di lasciare il Brasile.
A rendere il quadro ancora più imbarazzante è il rapporto economico tra la banca e lo studio legale della moglie del giudice, Viviane Barci de Moraes. Banco Master aveva affidato al suo studio un contratto da 131 milioni di reais, circa 22 milioni di euro, una cifra considerata eccezionalmente elevata. Moraes sostiene di non essersi mai occupato di procedimenti relativi al Banco Master e respinge ogni ipotesi di conflitto d’interessi. Al momento non è accusato né formalmente indagato, ma le rivelazioni hanno aperto una questione politica e istituzionale esplosiva, perché toccano uno dei magistrati che negli ultimi anni è stato protagonista della difesa delle istituzioni democratiche contro Bolsonaro e la destra radicale.
Lo scontro sul tribunale Supremo
Ma i contatti di Vorcaro, che dal carcere ancora non ha parlato, vanno ben oltre la sinistra di Lula. Secondo quanto è emerso, anche Flávio Bolsonaro ha avuto rapporti diretti con lui. Il punto centrale riguarda il film “Dark Horse”, sulla vita di Jair Bolsonaro: Flávio chiese a Vorcaro un finanziamento che, secondo gli audio successivamente resi pubblici, arrivava a circa 22 milioni di euro. Una parte è stata versata.
Che i messaggi di Vorcaro siano oggi pubblici non è un dettaglio. A renderli accessibili è stato André Mendonça, collega di Moraes al Supremo, che ha disposto la revoca del segreto su un rapporto della Polizia federale dedicato ai rapporti tra il giudice e il banchiere. Una scelta insolita che ha portato alla luce lo scontro tra i due magistrati. Moraes, per parte sua, ha reagito facendo aprire un’inchiesta proprio su Mendonça, accusandolo di non aver agito con la necessaria imparzialità.
Dietro questa guerra tra toghe c’è anche una partita politica destinata a pesare sul Brasile del dopo-elezioni. Il prossimo presidente avrà infatti la possibilità di nominare almeno tre degli undici giudici del Supremo, influenzando gli equilibri di una Corte diventata decisiva negli ultimi anni. Potrà così contribuire a preservare l’attuale maggioranza, considerata vicina a Lula, oppure spostare il baricentro verso posizioni più gradite alla famiglia Bolsonaro. Mendonça era uno dei giudici scelti da Jair Bolsonaro. Il caso Master arriva dunque al cuore della campagna elettorale, con la Corte come principale terreno di scontro.