repubblica.it, 8 settembre 2026
Caldo, tutti i record dell’estate 2026
L’anatomia di un’estate italiana da record è ben descritta dai quattro elementi naturali: acqua, fuoco, aria, terra. Per ogni elemento, in quella che è già stata definita “l’estate italiana più calda degli ultimi 76 anni” dal Cnr, in pratica la più bollente di sempre da quando esistono determinate rilevazioni – anche peggio di quella tragica del 2003 – sono stati valicati limiti che un tempo si pensava fossero impossibili da raggiungere.
E tutto ciò, va ricordato, spesso a causa della crisi del clima innescata dall’uomo con l’uso dei combustibili fossili e la conseguente crescita dei gas serra che surriscaldano l’atmosfera. Molti record e valori registrati in questa estate saranno comprovati solo nei prossimi mesi. Ci sono però alcune cifre, più di altre, che ci restituiscono il senso di ciò che abbiamo vissuto (e purtroppo sperimenteremo anche in futuro).
Aria – Il dramma dello zero termico e i valori di Capanna Margherita
Anche se se ne parla poco uno degli elementi più drammatici di questa estate, anche a inizio settembre, è lo zero termico che per più giorni è rimasto intorno ai 5000 metri, con conseguenze letali per i nostri ghiacciai. Significa che persino a quelle quote le temperature sono rimaste estremamente elevate. La fotografia ce la restituiscono bene i dati di Meteo Valle d’Aosta che raccontano, nell’estate 2026, come ai 4554 metri di Capanna Margherita sul Monte Rosa la media delle temperature minime sia stata di -6.3°C: è stato battuto perfino il valore, che si pensava impossibile da superare, dei -6.4°C di media del 2003.
A pesare, in questo caso, è stato il giugno bollente. Le stesse condizioni sono state sperimentate in varie montagne del Piemonte dove, a settembre, lo zero termico era sopra a 4900 metri e in diversi casi oltre i 1000 metri di quota si è arrivati a 30 gradi. Per il meteorologo Andrea Vuolo “stiamo vivendo un periodo veramente incredibile sul nostro Piemonte: mai, come in questi giorni, si è vissuta una prima settimana di settembre così calda negli ultimi tre secoli”.
Terra – Il picco della Sardegna e l’estate più calda di sempreNon è stato superato, quest’anno, il record di temperatura di sempre in Italia e in Europa che resta quello di 48,8 gradi in provincia di Siracusa (2021). Poco importa però: a differenza di quel singolo valore, in certi territori si è arrivati a qualcosa di nuovo, più che per il singolo picco, per intensità e durata. In Sardegna, dove quest’anno è stato superato il record regionale di sempre di temperature (48,4 gradi ad Orani, battuto il record del 2023 di 48,2 a Jerzu e Lotzorai), a impressionare per esempio è il numero di giornate nelle quali la Sardegna ha superato sempre la soglia dei 40 gradi: in totale sono oltre 36. In Italia la temperatura nell’estate 2026 (giugno-agosto) ha registrato una media nazionale di 24,3° C, la più alta della serie da inizio rilevazioni (nel 2003 era di 23,6°) secondo le elaborazioni CNR-IBE su ERA5-Land. Sia luglio che agosto sono stati i più caldi di sempre.
I dati di Arpa Lombardia e Arpa Piemonte mostrano come queste due regioni abbiano superato valori un tempo impensabili. In Lombardia è stata l’estate più calda dal 1951 con una anomalia media +3,1 °C rispetto al 1991-2020. A Milano ci sono stati 75 giorni con temperatura massima superiore a 30 °C nel trimestre estivo. In Piemonte la temperatura media è stata di 21,6 °C: l’ estate più calda della serie regionale. Da inizio anno fino ad agosto a Torino ci sono stati 81 giorni di notti tropicali, con le minime superiori a 20 gradi. Il 28 giugno si è registrata la minima più elevata, 27,2 °C.
Decine e decine di altri record sono stati poi battuti un po’ ovunque. A Roisan Preyl (Valle d’Aosta) il 21 giugno 2026 si è arrivati a 41,6 °C: il valore più elevato mai misurato dalla rete meteorologica valdostana. Luglio 2026 è stato il più caldo di sempre in Toscana, mentre in Liguria si contano 34 giorni consecutivi di ondata di calore. A Genova, durante l’estate, si contano circa 60 notti con temperature minime a 25 gradi. Persino a Trento ci sono state 13 notti tropicali consecutive. Nell’Emilia Romagna e nel Veneto dell’estate più calda e torrida di sempre, in Pianura Padana l’Arpae ha registrato 32 giorni con temperature massime a 35 gradi.
Acqua – Il Mediterraneo bollente. Il caso Tirreno
Se impressionano i 33 gradi di temperatura superficiale dell’acqua registrati come nuovo record al largo di Maiorca in Spagna, in Italia i valori estremi non sono da meno: diverse boe dell’Ispra, da La Spezia e sino soprattutto alle coste tirreniche, le temperature hanno sfiorato e talvolta superato i 31 gradi. Nel Mediterraneo, ci dice il Consorzio Lamma, la temperatura superficiale media a luglio era di circa 27 °C, il più caldo dal 1993. Un riscontro a cui va aggiunto quello della Toscana: temperatura del mare media di 27,7 °C e anomalia di +3,9 °C rispetto al 1991-2020, il valore più alto tra i 45 mesi di luglio della serie.
Il Mediterraneo si surriscalda al doppio della velocità rispetto agli altri mari di un mondo dove, quest’anno ad agosto, è stato registrato il nuovo record di temperatura media globale dell’acqua superficiale degli oceani, ovvero 21,1 gradi.
Fuoco – In fumo quasi 100mila ettari: il doppio dell’anno scorso
Se è vero che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta sempre di incendi dolosi, è anche vero che l’Italia secca e bollente questa estate ha favorito la propagazione rapida delle fiamme. I dati EFFIS, sistema europeo di monitoraggio degli incendi del programma Copernicus, ci dicono che fino al 26 agosto 2026 in Italia sono bruciati oltre 95mila ettari, ovvero quasi il doppio della media 2006-2025 nello stesso periodo (circa 48mila). Ad essere colpite sono in particolare la Sicilia, Calabria, Puglia, con incendi importanti anche in Piemonte e Sardegna.
Non è ancora un record (nel 2007 bruciarono oltre 140mila ettari nell’intero anno) ma si tratta, per i primi 8 mesi, di un valore elevatissimo. Tutti questi dati, elaborati grazie all’aiuto del climatologo ed esperto di clima Gianmaria Sannino dell’ENEA, ci ricordano un concetto, ovvero che con la crisi climatica innescata dall’uomo, senza misure immediate ed efficaci di mitigazione, “siamo destinati a batterli nuovamente”. Anche perché il 2027, stimano gli esperti, con gli effetti di El Nino a livello globale molto probabilmente sarà ricordato come l’anno più caldo di sempre.