la Repubblica, 8 settembre 2026
Putin ha ancora fame di reclute: ciechi e sordi a difesa delle città
Putin ha sostenuto la proposta di consentire ai cittadini russi appartenenti alla categoria D, ovvero «completamente inabili al servizio militare», di unirsi alle unità regionali impegnate nella difesa dagli attacchi dei droni. L’iniziativa è arrivata qualche giorno fa da Evgenij Poddubnyj, corrispondente di guerra dell’emittente Vgtrk e capolista del partito Russia Unita alle elezioni della Duma di questo mese. Durante un incontro con il presidente, Poddubnyj ha riferito la richiesta di alcuni soldati feriti che vorrebbero continuare a contribuire alla difesa del territorio. La categoria D comporta per legge l’inidoneità al servizio militare e può essere attribuita in presenza di gravi ferite o patologie, tra cui tumori con metastasi, Hiv, cecità, sordità bilaterale e schizofrenia. «Naturalmente, le persone appartenenti a questa categoria presentano gravi patologie, ma ci sono casi in cui sono in grado di svolgere determinati compiti», ha detto Poddubnyj. «È chiaro che non si parla della prima linea. Si tratta della propria città, del proprio villaggio, della propria azienda», ha proseguito.
Putin gli ha risposto positivamente: «Ženja, sono d’accordo». L’iniziativa si inserisce nel contesto del più ampio reclutamento di volontari per la guerra in Ucraina, il cui costante afflusso è necessario al Cremlino per continuare lo sforzo bellico senza ricorrere a una nuova mobilitazione forzata. Putin ha definito «una totale assurdità» le voci secondo cui una nuova mobilitazione di massa come quella annunciata nel settembre 2022 sia in programma dopo le elezioni alla Duma. Nel frattempo, però, l’escalation degli attacchi ucraini di quest’estate ha messo in evidenza i limiti della difesa antiaerea russa, che si è rivelata impreparata a proteggere il vasto territorio della Federazione, in particolare le raffinerie petrolifere, ma anche le infrastrutture energetiche e logistiche.
Per colmare queste lacune, il ministero della Difesa sembra dunque intensificare il reclutamento di volontari per la difesa delle infrastrutture critiche: sul social network russo VKontakte sono sempre più diffusi gli annunci di reclutamento per «servizio nelle retrovie», con la precisazione «senza prendere parte ai combattimenti».
Tuttavia, come osservano attivisti ed esperti di diritto, si tratterebbe di annunci potenzialmente fuorvianti: una volta firmato il contratto con il ministero della Difesa, il volontario non avrebbe alcuna garanzia di non essere inviato in prima linea.