la Repubblica, 8 settembre 2026
De Laurentiis: “Schlein? È inguardabile”
«Schlein? Inguardabile». L’insulto di Aurelio De Laurentiis al cospetto dello stato maggiore di Forza Italia in Campania. Un siparietto a pranzo, a margine della presentazione del congresso regionale dei berlusconiani.
Hotel De Bonart di Napoli, ristorante sulla terrazza. Al tavolo, affacciato sul panorama del golfo, una decina di esponenti del partito tra cui l’eurodeputato e già coordinatore regionale Fulvio Martusciello – che è l’unico candidato al congresso di domani – il suo vice Gianfranco Librandi, il senatore Franco Silvestro, al centro di una inchiesta della Procura di Roma per violenza sessuale ai danni di una imprenditrice.
Nella stessa terrazza è seduto a un altro tavolo il patron De Laurentiis. Consuma in solitudine un club sandwich. Sta per andare via, passa davanti al gruppo dei berlusconiani e si ferma un minuto per un saluto. Giusto il tempo di tirare in ballo la segretaria del Pd: «Cosa dite della Schlein? È inguardabile». Risate di approvazione. Il patron del Napoli punta l’indice sul centrosinistra con queste parole: «Cosa hanno proposto dall’inizio? Se avessero detto: “Vogliamo partecipare con la nostra coscienza e sapienza rispettando la vostra. Faremo delle proposte, ne possiamo discutere”. Invece dall’inizio fanno cane e gatto». Sembra un chiaro riferimento alle vicissitudini del campo largo alle prese con l’alleanza per le prossime elezioni politiche.
Prima di andare via, De Laurentiis strappa l’ennesima risata, alludendo sempre ai leader del centrosinistra: «Sembrano dei gran… volevo dire una brutta parola». Il vicesegretario forzista Librandi si alza e mostra la spilla del partito al presidente del Napoli. Vorrebbe regalargliela. De Laurentiis lo blocca: “Ho già la mia...”. E va via.
Sul caso il Pd fa quadrato intorno alla segretaria. «Non è stata un’obiezione politica, un dissenso nel merito: ma un giudizio sull’aspetto fisico», attacca la senatrice Valeria Valente. «Un commento misero – continua Valente – figlio di una subcultura maschilista e pericolosa, da combattere. Quando una donna assume un ruolo di potere i commenti sul suo corpo sono all’ordine del giorno. Lasciar cadere queste affermazioni o derubricarle a semplice goliardia fa passare l’idea che tutto questo sia accettabile, ma non è così. Nessuno qualificherebbe un leader uomo come “inguardabile”, di lui si commentano, giustamente, le idee».
Per il deputato Piero De Luca, segretario del Pd campano, sono «parole gravemente offensive nei confronti della segretaria che sta facendo un lavoro importante e costruttivo. Siamo indignati, è una offesa a tutta la comunità del Pd. Si possono avere opinioni differenti, ma i toni e gli insulti non sono accettabili. Chiediamo rispetto per il lavoro serio che sta facendo Schlein per costruire una alternativa a questo governo».
Valente chiama in causa i leader del centrodestra: «Chiedo a Tajani e Meloni: prendono le distanze o lasciano correre? Anche così si contrasta la cultura che genera violenza sulle donne».