Corriere della Sera, 8 settembre 2026
Lusso, il boom è finito: persi 60 milioni di clienti
Dopo il boom della pandemia, dal mercato mondiale del lusso sono scomparsi circa 60 milioni di clienti. A ritirarsi è stata la classe media, scoraggiata dall’inflazione e da prezzi sempre più proibitivi. Secondo Bain, negli ultimi tre anni il settore ha perso circa il 15% della clientela e i prezzi di alcune borse iconiche sono aumentati del 50-70% rispetto al 2019.
La fotografia più impressionante arriva dalla Borsa. Lvmh, il colosso di Louis Vuitton, Dior, Bulgari e Tiffany, vale oggi circa 248 miliardi di dollari: meno della metà rispetto al picco del 2023, quando fu la prima società europea a superare i 500 miliardi. Il titolo ha cancellato quasi tutto il rialzo dell’era Covid ed è tornato vicino ai livelli del gennaio 2020.
Ma questa non è soltanto una crisi di Lvmh. Dall’inizio dell’anno l’indice Stoxx Europe Luxury 10 ha perso il 19%. Secondo Bank of America, nel terzo trimestre la domanda avrebbe rallentato di circa tre punti rispetto al secondo.
Il paradosso è che Lvmh non è tornata alle dimensioni economiche precedenti alla pandemia di Covid. L’anno scorso ha infatti realizzato un risultato operativo ricorrente di 17,8 miliardi, oltre il 50% in più rispetto al 2019. Nel secondo trimestre 2026 i ricavi organici sono cresciuti del 3%. Ma «moda e pelletteria», la divisione più redditizia, ha segnato appena un +1% (meno dell’1,7% atteso). A correre sono stati orologi e gioielli, con un aumento dell’11%.
La crisi non colpisce tutti allo stesso modo. I marchi rivolti ai più ricchi, come Hermès e Brunello Cucinelli, hanno resistito meglio; mentre Kering e Burberry hanno pagato difficoltà proprie. La gioielleria, intanto, sottrae terreno alle borse: a quanto pare, davanti a una borsa da 7 mila euro, molti preferiscono un gioiello da 10 mila. Sul settore pesano la frenata della Cina, le tensioni commerciali e le guerre. Ma il problema più profondo è il venir meno del «fattore benessere»: ovvero la sensazione di avere abbastanza denaro per concedersi un acquisto superfluo. Ovviamente, i clienti veramente ricchi continuano a spendere; quelli «aspirazionali» si chiedono invece se una borsa valga ancora il sacrificio necessario per possederla. Il lusso vive di esclusività, ma è cresciuto aprendosi alla classe media. Ora, rischia di scoprire che, senza quei clienti, essere esclusivi significa anche tornare più piccoli.