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 2026  settembre 08 Martedì calendario

Salvini vedrà i «nordisti». L’idea di togliere Romeo da capo dei senatori

L’atteso D-day è arrivato: domani a Roma Matteo Salvini incontra il fronte dei governatori che nelle scorse settimane lo ha invitato a fare un passo di lato, modificando e allargando l’assetto della segreteria della Lega. A margine della due giorni «A tua difesa», organizzata da Claudio Durigon a Roma, il leader si confronterà con Attilio Fontana (presidente della Lombardia), Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), Luca Zaia (presidente Consiglio regionale veneto) e Maurizio Fugatti (Provincia di Trento). Non ci sarà invece Massimiliano Romeo, tra i più accesi sostenitori di una svolta: Salvini, con una frase sibillina, ha fatto trapelare l’intenzione di sostituirlo alla guida dei senatori leghisti (con Claudio Borghi o Andrea Paganella, secondo i rumors).
L’operazione (parsa come un segnale a chi è uscito allo scoperto portando alla luce lo scontento del Nord) comunque non si realizzerà, ammesso che si concretizzi, prima del raduno di Pontida, fissato al 20 settembre. Perché l’esito del confronto di domani e le ricadute sull’appuntamento bergamasco avranno un peso decisivo nel futuro immediato della Lega. E solo dopo si potrà capire se e cosa cambierà negli assetti del partito.
Romeo, per ora, sul pericolo di perdere il ruolo di capogruppo a Palazzo Madama abbozza: «Qualunque cosa succeda, non smetterò di dire quello che penso per il bene della Lega». Attilio Fontana, invece, dice che sarebbe «sbagliato punire chi ha detto che le cose non vanno bene». Quello che pensa, il capo dei senatori leghisti lo spiega chiaramente all’auditorium di Alzano Lombardo (sede per anni della famosa Bèrghem Fest) dove incontra, con Fontana, centinaia di militanti bergamaschi non propriamente soddisfatti dello stato di salute del partito. Ci sono volti noti come gli assessori regionali Claudia Terzi e Massimo Sartori, la deputata Simona Bordonali, i segretari di Cremona e Varese, ex deputati come Daniele Belotti, Pierguido Vanalli, Nunziante Consiglio. Ci sono tanti sostenitori del Patto per il Nord di Paolo Grimoldi (è stato creato un sito web, «comitatofederale.org», per raccogliere adesioni alla richiesta di congresso della Lega Nord). C’è tanta Lega che fu, insomma.
Romeo attacca: «Salvini ha i suoi meriti, ha fatto tanto, ma se la gente ti dice che non ti vota più qualcuno deve avere il coraggio di farlo presente. Io non faccio questa battaglia perché ho perso la poltrona. Anzi, rischio di perderla perché la faccio, ma non sto zitto come hanno fatto altri». La platea applaude a scena aperta. E ancora: «Se Salvini vuole fare il ministro dell’Interno la Lega deve crescere. Se ci fermiamo al 4% la Meloni non ci regala niente». Fontana replica alla domanda del conduttore della serata, Giampiero Rossi del Corriere, sui timori per contestazioni a Pontida: «Pontida non è dei dirigenti, è dei militanti. Sono sicuro che prevarrà il cuore».
Tra i militanti c’è anche il deputato Eugenio Zoffili, presente come osservatore del segretario: «Romeo e Fontana, però, in questo modo si comportano da irresponsabili e stanno danneggiando la Lega». Ma i critici non cedono. Il segretario di Bergamo Fabrizio Sala è netto: «Non siamo rassegnati al 4%. Vogliamo rilanciare la Lega senza andare contro nessuno». Dal pubblico un iscritto urla: «Siamo tutti pronti a restituire la tessera se vengono toccati Romeo e Fontana».
A margine, da registrare la critica della Cgil per la proposta, avanzata da Durigon, di un anticipo della pensione a 64 anni. «La bocciamo senza appello, assegni la proposta della Lega».