Corriere della Sera, 8 settembre 2026
Un gruppo indù in visita alla Tour Eiffel ha preteso di non vedere le lavoratrici. Parte lo sciopero
La Tour Eiffel è rimasta chiusa ieri «per ragioni operative», secondo la prima evasiva spiegazione ufficiale. Più precisamente, i dipendenti hanno deciso di non aprire perché sabato scorso sono stati invitati a «nascondere le donne», in occasione della visita dell’organizzazione tradizionalista indù Baps.
«Alle lavoratrici della Tour Eiffel è stato ordinato di rendersi invisibili – dicono i sindacati —. A qualcuna è stato chiesto di farsi sostituire da un collega. A tutte è stato ordinato di non attraversare certe zone durante la presenza della delegazione indù». La direzione ha acconsentito alla richiesta dei leader religiosi, che sabato con la visita alla Tour Eiffel hanno concluso 13 giorni di festeggiamenti per l’apertura a Bussy-Saint-Georges, 30 chilometri a Est di Parigi, del più grande tempio dell’Europa continentale, consacrato poi domenica dal maestro spirituale Mahan Swami Maharaj, 93 anni.
Quattordici carri hanno celebrato la cultura indù nelle strade di Parigi fino ai piedi della Tour Eiffel, tra gli occhi incuriositi dei turisti. I problemi sono sorti quando i capi delegazione hanno chiesto di salire al terzo piano della torre senza avere contatti con le donne. Invece di ottenere un rifiuto, sono stati accontentati. In un comunicato pubblicato ieri sera, la società di gestione della Tour Eiffel (Sete) fa mea culpa: «I rappresentanti della delegazione hanno chiesto che la visita fosse organizzata limitando le interazioni con le donne. Tali condizioni non avrebbero dovuto essere accettate. Nessuna considerazione protocollare, culturale o religiosa può giustificare una deroga al principio di parità tra uomini e donne».
In questi giorni in Francia il tema della laicità e della parità uomo-donna è al centro del dibattito politico in vista del voto presidenziale della prossima primavera, soprattutto dopo che la favorita Marine Le Pen ha promesso un referendum per vietare il velo islamico non solo nelle scuole come già accade oggi ma nelle strade e in tutti gli spazi pubblici. In questo clima, il caso delle lavoratrici nascoste sulla Tour Eiffel ha provocato reazioni indignate.
Il sindaco socialista di Parigi, Emmanuel Grégoire, dice che «la parità tra donne e uomini non si fermerà mai ai piedi dei nostri monumenti, è inaccettabile», mentre la presidente dell’Assemblea nazionale, la macronista Yaël Braun-Pivet, aggiunge che «accogliere non significa rinunciare ai nostri valori».
La Tour Eiffel riaprirà oggi e la visita dei turisti respinti verrà riprogrammata. Un episodio imbarazzante per le autorità francesi, che hanno favorito l’apertura del tempio da 3.500 metri quadrati. L’organizzazione indù Baps viene accusata, anche all’interno della diaspora indiana, di estremismo e di discriminazioni verso le donne e le caste inferiori, ma è vicina al premier Narendra Modi, amico e alleato di Emmanuel Macron.