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 2026  settembre 08 Martedì calendario

Gli inviati Usa in Ucraina: «Progressi sostanziali»

Prima di telefonare a Putin e a Zelensky, Donald Trump ha ricevuto ieri un briefing dai suoi inviati sui loro colloqui a Mosca e a Kiev: «Ci sono progressi sostanziali, inclusi passi avanti nella programmazione di ulteriori colloqui trilaterali», ha riferito Steve Witkoff. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov l’ha definito «un piccolo passo verso la pace». Eppure, nonostante la tregua per l’arrivo dei negoziatori, i droni russi hanno continuato a volare su Kiev.
Il presidente ucraino ha detto al sito Axios che gli Stati Uniti stanno esplorando la possibilità di una de-escalation durante l’inverno. Zelensky crede che, poiché Putin non vuole inimicarsi Trump e vuole regalargli una vittoria prima delle midterm, potrebbe esserci una finestra per la diplomazia. Questo sforzo, secondo lui, va fatto a settembre e ottobre, dopo le elezioni per la Duma, e ha suggerito di continuare a discuterne all’Assemblea generale Onu a fine settembre. Il leader ucraino è però anche convinto che Putin si appresti a un’altra brutale offensiva invernale per costringere Kiev a concessioni che non è pronta a fare (ha aggiunto che gli ucraini hanno fatto già tutti i compromessi possibili). «La mia sensazione è che Putin ha bisogno di Trump. Non vuole farlo arrabbiare...», ha detto.
Il presidente ucraino dice che il messaggio che ha ricevuto dagli inviati americani è che «i russi sono pronti a negoziare» anche se lui resta scettico in proposito. Zelensky ha aggiunto che Witkoff e Kushner hanno portato qualche nuova idea («idee sull’economia, sul grano, sull’elettricità, sul petrolio e il gas. Abbiamo interessi diversi, la Russia e noi») e ha parlato appunto della de-escalation parallelamente al tentativo di riprendere negoziati per la fine della guerra. Sembra in particolare che gli americani vogliano cercare di evitare gli attacchi russi sulle infrastrutture energetiche ucraine, oltre a dirsi disponibili ad aiuti energetici e per la difesa. D’altra parte nei mesi invernali anche la Russia corre i suoi rischi, ha sottolineato Zelensky, rivendicando che il suo Paese può colpire l’economia del nemico. La strategia di Kiev è rendere le infrastrutture e il trasporto di energia rischiosi e inaffidabili, riducendo le esportazioni, il che ha effetti pesantissimi per le entrate di Mosca ma anche conseguenze per il prezzo della benzina in America. E questo è problematico per Trump in vista delle elezioni di novembre per il Congresso e i governatori di 36 Stati.
Il presidente americano ha parlato ieri al telefono anche con il premier britannico Andy Burnham, che per prima cosa gli ha fatto i complimenti per gli ultimi dati sull’occupazione negli Stati Uniti. Hanno concordato sulla necessità di «continuare a lavorare per un cessate il fuoco che eviti ulteriori perdite di vite umane». Intanto Mosca ha deciso di chiudere il consolato tedesco a San Pietroburgo in risposta alla stessa misura decretata da Berlino per quello russo a Bonn, dopo il ritrovamento nell’aeroporto di Lipsia di un drone carico di esplosivo, per il quale i tedeschi accusano la Russia.