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 2026  settembre 07 Lunedì calendario

Ddl antisemitismo, il rabbino Meghnagi contro la Fnsi

Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha accusato il sindacato dei giornalisti di alimentare l’odio e la violenza contro gli ebrei. La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) ha replicato di non avere nulla a che fare con l’antisemitismo, rivendicando il diritto alla critica. Al centro della polemica, la posizione contraria del Fnsi sul ddl antisemitismo, con la manifestazione “maratona” organizzata il 9 settembre a Montecitorio.
“Registriamo un aumento vertiginoso dei casi di antisemitismo in tutta Italia ma in particolare a Milano. Atti violenti, minacce, inseguimenti, atti vandalici. Le comunità ebraiche sono in pericolo”, ha dichiarato il 6 agosto Meghnagi, a margine della Giornata europea della cultura ebraica celebrata a Milano. “Per questo considero vergognoso che la Fnsi e altri sindacati promuovano azioni per bloccare la legge in parlamento, organizzando addirittura una sorta di maratona. Questo tipo di iniziative sono pericolose perché legittimano la violenza contro gli ebrei e offrono una sponda a chi compie questi gesti”, ha concluso il leader della Comunità ebraica meneghina. Citando anche il caso dell’ex renziano Marco Carrai: “Il fatto che sia stato costretto a dimettersi dalla presidenza della Fondazione Meyer è una macchia indelebile per Firenze, tutta la Toscana e per il nostro Paese – ha concluso – È stato obbligato a lasciare dopo aver ricevuto attacchi vergognosi legati al suo ruolo di console onorario di Israele. Un gravissimo atto di antisemitismo”.
“La Fnsi non è antisemita. Non lo è mai stata e mai lo sarà. Non può essere considerato antisemitismo criticare le azioni dell’attuale governo“, ha replicato a Meghnagi Alessandra Costante, segretaria della Federazione nazionale della stampa. “Vogliamo ricordare in questo frangente le decine di giornalisti e reporter uccisi durante l’attacco a Gaza. Giornalisti, non terroristi. La Fnsi vuole continuare a poter protestare e ricordare queste vittime di una violenza gratuita, senza essere tracciata di antisemitismo”, ha proseguito la funzionaria del sindacato dei giornalisti. “Non possono essere accettate le accuse di antisemitismo e fare paragoni con questioni che non c’entrano assolutamente nulla”, ha aggiunto Costante. “Avrebbero fatto meglio i proponenti del ddl Antisemitismo a riferirsi alla dichiarazione di Gerusalemme e non alla dichiarazione Ihra che fa coincidere 7 dei suoi 11 esempi di antisemitismo con le critiche allo stato di Israele”.
La Rete #NoBavaglio – tra le organizzazioni coinvolte nell’evento del 9 settembre – ha espresso in una nota “solidarietà piena e determinata alla Federazione nazionale della stampa italiana, destinataria di un attacco ingiusto e allarmante da parte del presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi. Le accuse rivolte alla Fnsi sono affermazioni gravissime, prive di fondamento e pericolose per il dibattito democratico“. L’organizzazione: “Attribuire a chi difende la libertà di informazione una responsabilità indiretta rispetto ad atti di odio è una distorsione che non aiuta la lotta all’antisemitismo: la indebolisce, la confonde, la espone a strumentalizzazioni”.
Oltra 100 sigle parteciperanno all’appuntamento per protestare contro i rischi del ddl antisemitismo sulla libertà di espressione. “Il 9 settembre, in piazza a Montecitorio, ci sarà una comunità larga, plurale e democratica: giornalisti, artisti, attivisti, ONG, studenti, giuristi, docenti, accademici, organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti e della libertà di stampa, sindacati, formazioni politiche, associazioni, movimenti per la Palestina e gruppi ebraici impegnati nella tutela della memoria ma anche nel contrasto di nuove violazioni dei diritti umani”, ha rilanciato la Rete #NoBavaglio. “Una piazza composta da realtà che da sempre praticano concretamente la lotta all’antisemitismo, al nazismo, al fascismo, al razzismo, all’intolleranza e a ogni forma di discriminazione. Una piazza che interpreta e mette in pratica i principi della Costituzione, difendendo la libertà di informazione come presidio essenziale contro ogni odio identitario”.