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 2026  settembre 07 Lunedì calendario

Volkswagen vende il sito Osnabrück a un fondo israeliano: produrrà per la difesa

Volkswagen cede Osnabrück, uno dei suoi stabilimenti più antichi del gruppo, che avrà una seconda vita nella difesa. La casa di produzione di Wolfsburg ha annunciato un accordo con il Land della Bassa Sassonia e il fondo di investimento israeliano Aurelius Capital sancendo di fatto la fine di un’era per un sito che da 125 anni rappresenta un pezzo di storia dell’industria tedesca.
Non è stato ancora firmato un accordo formale ma, spiegano fonti, questo annuncio serve anche alla Bassa Sassonia per sbloccare dei fondi regionali utili a concludere l’acquisizione.
L’operazione arriva a coronamento di un percorso avviato nel 2024, quando Volkswagen aveva annunciato l’addio alla produzione di veicoli a Osnabrück entro l’estate del 2027, lasciando aperta la questione del futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori. Ora Aurelius, società di investimento con sede a Tel Aviv attiva nei settori difesa, cybersicurezza e intelligenza artificiale, assumerebbe la quota di maggioranza dello stabilimento insieme al Land della Bassa Sassonia, che resterebbe socio di minoranza.
Il piano industriale prevede una trasformazione da centro di produzione per piccole serie e veicoli speciali – oggi in quel sito si produce la T-Roc Cabriolet – a polo di competenza per soluzioni di sicurezza e difesa. A fare da apripista sarà una cooperazione con l’israeliana Rafael Advanced Defense Systems, specializzata in sistemi di difesa aerea, partnership circolata già nei prossimi mesi. Rafael porterebbe la tecnologia, mentre la forza lavoro di Osnabrück si occuperebbe dell’industrializzazione e della produzione dei componenti, aprendo la strada a ulteriori partnership sotto l’ombrello della nuova società.
«Con l’accordo di oggi – ha detto il ceo di Volkswagen Oliver Blume – stiamo compiendo un passo importante verso l’apertura di un nuovo futuro industriale per il sito». Per Volkswagen si tratta anche di onorare l’impegno preso con i sindacati durante i negoziati e chiusi con l’approvazione del Future Plan 2030. «Con questo accordo – ha spiegato il Ministro-Presidente della Bassa Sassonia, Olaf Lies – ci assicuriamo un ruolo di primo piano nel nuovo contesto europeo della sicurezza, che spinge Germania e Unione Europea a rafforzare la propria autonomia strategica».
Sul fronte occupazionale, la presidente del Consiglio di fabbrica di Volkswagen, Daniela Cavallo, ha parlato di «una svolta attesa da due anni» precisando che «la forza lavoro locale ha lavorato instancabilmente per raggiungere questo obiettivo». Il consiglio di fabbrica ha annunciato che i contratti collettivi di lavoro nei settori metallurgico ed elettrico rimarranno in vigore e continueranno ad essere applicati. «Più di 1.200 persone hanno ora una prospettiva per il proprio futuro nel sito», ha detto Cavallo.
L’accordo firmato segna comunque solo l’inizio di un processo più lungo. Restano da definire l’assetto societario ed economico della futura struttura, le responsabilità operative e un calendario preciso per la transizione. La chiusura definitiva dell’operazione resta inoltre subordinata alle approvazioni degli organi societari competenti e alle verifiche regolatorie previste dalla legge. A pochi minuti dall’annuncio, il titolo di Volkswagen cede a Francoforte lo 0,39%.