la Repubblica, 7 settembre 2026
Coloni, primo cedimento di Netanyahu a Trump: via alcuni insediamenti illegali
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il leader che ha fatto della sopravvivenza politica attraverso i coloni una cifra della sua carriera, ha ordinato a sorpresa di smantellare un centinaio di avamposti illegali che la destra considera l’avanguardia del progetto israeliano in Cisgiordania. Netanyhau, dopo le pressioni degli Stati Uniti, per la prima volta, almeno in questa fase, ha accettato di prendere di mira una parte dei coloni.
L’ordine, secondo Times of Israel, riguarda avamposti non autorizzati, non lo smantellamento delle colonie riconosciute, ma è significativo perché arriva in un momento in cui le violenze dei coloni sono diventate un problema anche per Washington. E perché il ministro delle finanze israeliane Bezalel Smotrich, esponente dell’estrema destra, ha già manifestato la sua opposizione. Allo stesso tempo, Netanyahu ha ribadito la determinazione a «portare a termine la missione» di rovesciare il regime iraniano. «La sua fine è vicina», ha dichiarato in un videomessaggio in lingua ebraica. «Se l’Iran dovesse commettere un errore di valutazione» e attaccare Israele, ha avvertito, «subirebbe un colpo che non può neanche immaginare». Ancora blitz in Libano. Secondo le autorità libanesi gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno ucciso sette persone e raso al suolo un ospedale. Ma Tel Aviv sostiene che Hezbollah aveva usato l’ospedale vuoto come centro di comando.
Il conflitto Usa-Iran
Teheran, invece, ha minacciato risposte più rapide contro gli americani. «L’era delle risposte proporzionate è finita», ha detto il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Dagli Usa, oltre a provocazioni social, non sono arrivati segnali che indicano una soluzione al conflitto. Il ministro dell’Energia Chris Wright ha ammesso che «potrebbe non esserci un accordo sul nucleare». «Alla fine potrebbe trattarsi semplicemente di distruggere le loro capacità di realizzarlo», ha detto. La guerra, cominciata a fine febbraio, sembra destinata a proseguire almeno per altri sei mesi. Ne è convinto Leon Panetta. In un’intervista al Guardian, l’ex direttore della Cia ha detto di ritenere «probabile che questa guerra continuerà per altri sei mesi senza essere risolta».
L’esercito americano ha respinto la rivendicazione iraniana secondo cui avrebbe colpito una nave militare statunitense senza equipaggio nello Stretto di Hormuz. «È una totale menzogna», ha dichiarato Washington. L’Iran si appresterebbe a firmare un accordo con l’Oman per la navigazione e a istituire una zona proibita. Gli Usa, invece, secondo il Financial Times, avrebbero terminato un’operazione segreta di sminamento durata quattro mesi con l’intervento notturno di unità speciali.