Corriere della Sera, 7 settembre 2026
Leonardo Maria Del Vecchio: «Milleri? I soci decideranno in base a risultati e strategie»
La riconferma di Francesco Milleri alla guida di EssilorLuxottica non può essere considerata scontata: se gli eredi Del Vecchio riusciranno a ritrovare un’intesa, al momento del voto potrebbe emergere una maggioranza per una scelta diversa. «Penso che questa possa essere un’ottima occasione, anche perché ci sono scadenze imminenti», sostiene Leonardo Maria Del Vecchio a Cernobbio. Il mandato di Milleri scadrà nell’aprile 2027. A decidere sarà «la maggioranza dei soci di Delfin a tempo debito, valutando come sempre i risultati ottenuti dai manager e le strategie per il futuro». Ma «nessuno ha detto che Milleri deve uscire», precisa. «Si è creato un dualismo tra me e Francesco Milleri, quando invece al centro deve tornare l’azienda, che è il lascito, il vero investimento di Delfin, la vera legacy di nostro padre». Per Essilux auspica «un cambio di strategia e una nuova fase», condivisa con gli altri azionisti. «Che ci siamo io e Francesco Milleri o Tizio e Caio non è importante. Importanti sono le 250 mila persone che ci lavorano».
Anche per Delfin chiede «un momento nuovo, in cui bisogna dialogare tra i soci e riportare il board al suo naturale ruolo, che è quello di implementare le strategie della maggioranza». Ai consiglieri rimprovera «4 anni di inattività o attività diversa», chiedendo che svolgano il loro ruolo «full time, non part-time».
Il 29 agosto Leonardo Maria ha scritto ai revisori di Delfin chiedendo verifiche sull’operato del consiglio, anche su Brooks Brothers e Ceramica Dolomite. Ora precisa che «non è un attacco diretto» al fratello Claudio: «È chiedere ai revisori di guardare l’operato del board». Cosa hanno fatto di sbagliato? «Questo l’ho chiesto ai revisori, avrò una risposta». Dopo aver lasciato la presidenza di Ray-Ban e l’incarico di chief strategy officer di EssilorLuxottica, rilegge così il passo indietro: «Magari è stato un passo avanti. Senza più conflitti di interesse posso occuparmi delle mie attività e continuare a difendere l’investimento più importante di nostro padre». Gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio possiedono ciascuno il 12,5% di Delfin. Il tentativo di Lmdv di acquistare le quote di Paola e Luca non è andato a buon fine. «L’obiettivo prioritario è sempre stato chiudere la successione di nostro padre, ero pure disposto a indebitarmi per 10 miliardi».
Anche sulle partite bancarie (Delfin ha il 17,5% di Mps) Lmdv chiede che il board coinvolga i soci nelle decisioni. «Non ci ha ancora chiesto nulla, speriamo che lo faccia». Quanto alla scelta, spiega che «tutti i soci di Delfin ragioneranno per identificare la migliore offerta economica e la migliore prospettiva per il futuro. Senza tralasciare la doverosa attenzione al sistema Paese Italia». Poi distingue: «Le banche sono un investimento finanziario. L’investimento industriale da proteggere è EssilorLuxottica. Ad oggi ha perso il 50%, riportiamola a 300 euro».