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 2026  settembre 07 Lunedì calendario

Sassonia, L’AfD oltre le previsioni. Adesso l’estrema destra può arrivare al governo

L’AfD ottiene in Sassonia-Anhalt una vittoria storica. Non solo è, con il 44,6 per cento, il miglior risultato di sempre del partito di estrema destra, ma c’è l’ipotesi reale che possa anche formare il governo regionale, oppure almeno provarci.
Quando alle 18 le televisioni hanno mostrato i risultati, il pubblico dell’AfD è letteralmente impazzito: dalle prime file sono saliti sul palco abbracciandosi, come in un’invasione di campo. «Abbiamo fatto la storia», dirà più tardi Ulrich Siegmund, 35 anni, il candidato che ha dato una scossa a tutto il movimento. L’affluenza è stata altissima, ha sfiorato il 75 per cento: ma l’AfD ha mostrato da tempo di saper riportare ai seggi chi non votava da anni.
Le prime proiezioni si sono rivelate corrette, e a sera si sono sciolti anche i dubbi. I partiti del «campo largo» democratico, sommati insieme, hanno appena i voti dell’AfD di Siegmund. La Cdu è crollata, dimezzando i propri consensi: il 16,9% per il partito del governatore uscente Sven Schulze non era previsto neppure nei peggiori sondaggi. La Spd è al 9,1%, migliorando pur di poco il risultato di 4 anni fa: nessuno si aspetta segnali di ripresa da parte dei socialdemocratici di questi tempi. I Verdi seguono con l’8,9% davanti alla Linke, che in tutta la campagna elettorale era la capofila: ha anche vinto le uniche 4 circoscrizioni su 41 che non sono andate all’AfD. Quel che è successo è chiaro: nella mobilitazione dei «democratici» per far superare ai partiti la soglia di sbarramento del 5%, la più accreditata Linke ha ceduto un po’ di voto utile al resto della compagine di sinistra.
Ma il risultato che si è aspettato con più trepidazione era quello del partito rosso-bruno, la sinistra nazional-populista BSW di Sahra Wagenknecht. Il BSW è l’unica formazione che aveva detto che non avrebbe rispettato il muro anti-AfD, anche astenendosi in Parlamento o dandogli l’appoggio esterno. Verso le 11 di sera era chiaro che aveva superato la soglia del 5% (è al 5,2%). E a quel punto i giochi erano chiusi: il blocco democratico non ha più il potere di fermare Ulrich Siegmund, se BSW gli dovesse accordare la sua benedizione. La carta decisiva è in mano al BSW.
Alice Weidel, la leader nazionale di Alternative für Deutschland, ha confermato ieri in un’intervista che ci sarebbero già stati colloqui tra l’AfD e altri partiti. «E naturalmente, per noi dell’AfD, uno scenario di governo con il BSW è molto interessante». Anche un governo di minoranza, ha aggiunto, «è un’opzione rilevante per l’AfD in Sassonia-Anhalt».
Difficile dire a questo punto come si formerà il governo. Il campo largo non ha opzioni, l’AfD sì. «Ulrich Siegmund si presenterà sicuramente al Parlamento come candidato alla carica di ministro-presidente», ha annunciato Tino Chrupalla, il co-presidente nazionale dell’AfD. Alla terza lettura basta la maggioranza relativa dei deputati, e con l’astensione delle truppe di Sahra Wagenknecht l’AfD avrebbe il suo primo ministro-presidente della storia.
Non è detto, però, che l’accordo tra AfD e BSW funzioni. Wagenknecht si è rivelata tutt’altro che una partner maneggevole e conseguente – Siegmund potrebbe provare a forzare e cercare quindi un nuovo voto. Il partito, ha detto in tv, «non si snaturerà». «Non vogliamo buttare a mare le nostre posizioni per entrare in una coalizione». E alla domanda su che cosa pensa allora di fare per formare una maggioranza, ha risposto: «Nella peggiore delle ipotesi si tornerà semplicemente alle urne. E allora avremo il 50 o il 55 per cento». Il nuovo governo della Sassonia-Anhalt non arriverà in tempi brevi.