ioDonna, 7 settembre 2026
Ma le tette son passate di moda?
Se dovessi riassumere qui, in due parole, a chiusura di questa stagione balneare, cosa divida vecchie e nuove generazioni di donne in fatto di costumi da bagno, direi che è ciò che ognuna ha deciso di scoprire nel proprio corpo. Ci pensavo l’altro giorno, mentre, in spiaggia, mi ostinavo a rifare ogni centimetro di pelle dal sole. Accanto a me, una pantera bionda, dal fisico ancora prestante, si è disinvoltamente tolta il pezzo superiore del bikini, sdraiandosi languidamente a seno nudo. Tutt’intorno, ragazze ben tornite guadagnavano il bagnasciuga offrendo al mio sguardo le terga, coperte esclusivamente dal filo di un tanga, che si trattasse di un sedere scolpito o di un posteriore cellulitico, in un inno alla body-positivity.Non è un caso che l’attenzione visiva nel tempo si sia spostata da una parte del corpo all’altra. Si tratta, secondo il saggista James Laver, di una tecnica della moda per mantenere vivo l’interesse. Così, dopo decenni in cui in seno è stato l’epicentro della sensualità, idolatrato dalla cultura pop e dal cinema, dopo gli anni ’90 lo sguardo si è spostato altro.Un tale cambiamento può avere anche una chiave di lettura più freudiano, se ci si sofferma sul messaggio che le parti del copro trasmettono: il seno sarebbe associato a una femminilità e simboleggerebbe una sensualità più “ricevente”, legata alla genetica. Mentre i glutei rappresenterebbero forza, controllo e sessualità più attiva, oltre a essere oggi il risultato di un allenamento ossessivo, a forza di squat. Ma c’è un terzo fattore che ha tracciato un solco tra le generazioni nell’esposizione del corpo: l’avvento dei social. Fino alla fine del secolo scorso ammiravano sulle copertine dei settimanali corpi fotografati in pose prevalentemente frontali. Mentre oggi i social, promuovendo vari tipi di inquadrature, hanno introdotto una prospettiva a 360 gradi. A consacrare infine la centralità del fondoschiena sono arrivati i modelli culturali latini, che stanno prendendo il sopravvento su quelli anglosassoni. La moda del twerking, il ballo in cui il sedere viene dimenato allusivamente, ne è l’espressione (ahimè) più esplicita.