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 2026  settembre 06 Domenica calendario

Monti sfida Vannacci: «Fa retorica fascista». Lui: no, guardo al futuro

Un’immagine resta. Mario Monti, un uomo di oltre ottant’anni, senatore a vita, che si volta verso Roberto Vannacci e gli dice, la voce un po’ increspata: «Oramai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo». Intorno, quasi a contrasto, il lusso di Villa d’Este e il Lago di Como che scintilla sotto alle Alpi.
La scommessa
Valerio De Molli, l’ad del forum The european house Ambrosetti (Teha) ha vinto la sua scommessa: portare sullo stesso palco un simbolo dell’Ue come l’ex premier e un nemico dichiarato dell’Europa come il generale. Non basta a uno dei più critici, Carlo Calenda, che torna ad attaccare il Forum per la presenza di Vannacci. Quel che era riuscito sul palco non riesce a pranzo: nonostante il cartellino con il nome di Monti fosse sul tavolo a fianco di quello di De Molli, Monti pranzerà nella veranda. Disertando il generale e la moglie, il premier albanese Edi Rama, il ministro degli Esteri Portoghese Paulo Rangel, e l’ex sindaco di New York Bill De Blasio.
Il debutto
Vannacci debutta a Cernobbio da ospite d’onore: sul palco è solo con Mario Monti e la giornalista Francine Lacqua mentre tutte le opposizioni oggi si divideranno il palco, come peraltro di solito accade. Il generale apre con la disinvoltura di chi sa che quello non è il suo pubblico: «I leader europei più in vista traballano. Starmer è già caduto, Farage è pronto al lancio, Macron, Merz e Sánchez credo che non mangeranno il panettone nel 2027». Ma il bersaglio vero è «un’Europa schizofrenica che si schiera con l’Ucraina ma compra gas dalla Russia», il Green deal che significa «prima rompiamo la gamba, poi chiamiamo politica industriale il sussidio per la stampella», l’esercito unico («Meno male che non è partito, il mio incubo è vedere le mie figlie partire in battaglia con a capo Macron»). Il generale lamenta che con l’Ue «siamo diventati campioni delle regole. Ma non ci rendiamo conto che ogni regola ha un costo. E chi paga il sussidio?». La platea non si scalda. L’applauso di cortesia arriva solo alla fine. Lui non se la prende affatto: «Spero che la platea si sia incuriosita e che il mio intervento abbia stimolato soprattutto la visione di un’Europa diversa».
L’attacco
Monti parla dopo il generale, non è un contraddittorio. Con la consapevolezza di chi ha letto tutto, compreso il programma elettorale, l’ex premier comincia a smontare le argomentazioni di Vannacci mattone per mattone. Prima la citazione di Camus: «Amo molto la Francia, ma amo troppo il mio Paese per essere nazionalista». Poi, Mitterrand: «Il nazionalismo è la guerra». Il tono è in salita: «Lei la Costituzione la viola palesemente col suo programma in molti punti, che sono anche in violazione della carta fondamentale dei diritti umani dell’Unione Europea, dalla parità di genere e tanto altro». Quindi la domanda secca: «È consapevole che anche una primordiale applicazione del suo programma porterebbe l’Italia fuori dall’Unione e dall’euro?». Il colpo più duro Monti lo riserva all’ideologo di Vannacci, Lorenzo Gasperini che nel 2021 ha proposto l’esclusione dalla vita sessuale dei «giovani sani» che si vaccinano: «A me sorgono due curiosità, una tecnica e l’altra politica. Quella tecnica – argomenta – è sull’implementazione di questa sanzione: se è da immaginare l’evirazione seduta stante che sarebbe la soluzione strutturale, o il braccialetto elettronico, applicato non al polso o alla caviglia, ma a un’altra parte del corpo. Ma lei quando ha dato credibilità al professor Gasperini era a conoscenza di questo scritto?».
La storia
Monti incalza: «Non vedo in lei la ricostituzione del Partito fascista. Ma un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto». E cioè la ricostruzione della narrativa, della retorica, dello «spirito del fascismo». Che avviene «più o meno quando si dichiara la superiorità dell’Italia e, vogliamo dire, della razza italiana». È a quel punto che arriva la sfida: «Combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo». Vannacci replica fuori dal palco: «Il professor Monti non ha commentato la mia relazione, si è limitato a dire che il nostro programma a suo parere è anticostituzionale. Non si è confrontato sulle idee ma si è limitato a un attacco personale. Noi siamo un partito che guarda al futuro». Quanto alla Costituzione, «si può cambiare ed è già accaduto varie volte». Apprezza le parole di Monti Pier Carlo Padoan, presidente Unicredit ed ex ministro: «Molto bello quello che ha detto. Tutti dovrebbero sentirlo».