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 2026  settembre 05 Sabato calendario

Volkswagen valuta la vendita di Ducati

La notizia è arrivata mentre Bologna si preparava a celebrare i cento anni della Ducati. Il gruppo Volkswagen, che controlla la casa motociclistica, ha approvato la riorganizzazione che mette in discussione un terzo delle sue quote azionarie tra cui quelle nell’azienda di Borgo Panigale. «Sappiamo di questo piano dell’azionista che sta rivalutando le sue partecipazioni e Ducati è una di queste – ha detto ieri l’amministratore delegato Claudio Domenicali -, ma non c’è stata ancora nessuna decisione finale». Intervenendo a margine della presentazione di “Ducati 100 – Un secolo in mostra” al comune di Bologna, il ceo ha spiegato che la società «è molto sana, solida», le eventuali scelte sull’occupazione dipenderanno «dal mercato delle moto», non da Wolfsburg. All’indomani del via libera al piano, arrivato all’unanimità giovedì sera dal Consiglio di Sorveglianza, il titolo Volkswagen è salito del 6,85 %, con mercati che hanno accolto con favore la prospettiva di costi più bassi e margini più alti. In Emilia-Romagna invece si è aperta una fase di verifiche. Ducati dà lavoro a circa 2.000 persone, per una produzione di 51mila moto e quasi un miliardo di fatturato nel 2025. Volkswagen è azionista da 14 anni, ma Ducati viene descritta dagli analisti del settore come un’impresa che sta in piedi da sola. Proseguire con l’attuale proprietà farebbe piacere, spiegano fonti vicine al dossier, ma un cambio di mano non sarebbe un dramma.
Non giova però l’incertezza delle informazioni, tra cui il dubbio che la cessione sia totale o riguardi una rimodulazione delle quote, e con quali tempi possa avvenire. Finora non erano stati chiesti chiarimenti espliciti, perché le indiscrezioni restavano tali. Dopo il Future Plan 2030 di giovedì il confronto con il gruppo è stato avviato e proseguirà anche tramite Audi, attraverso cui Volkswagen controlla il marchio di Borgo Panigale. Sul fronte sindacale, i rappresentanti italiani si stanno coordinando con gli omologhi tedeschi di IG Metall, mentre eventuali passaggi pubblici sono rinviati a quando arriveranno risposte. Intanto però si muove la politica. Ieri il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale ha scritto al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso chiedendo al Mimit l’apertura di un tavolo e «un tempestivo interessamento delle istituzioni italiane». Ducati, ha detto, «non è una partecipazione industriale come le altre».
Ed è diversa anche perché tra i principali simboli della Motor Valley, che conta circa 40mila imprese attive anche nell’indotto che dipendono in parte da Volkswagen o dalle sue partecipate, Ducati e Lamborghini, il cui destino è a sua volta incerto. Poche settimane fa il Financial Times aveva rivelato che il gruppo del lusso, che a Sant’Agata Bolognese impiega circa 2.800 persone, potrebbe essere quotata in Borsa e l’ipotesi resta in piedi. Secondo i media tedeschi, il portafoglio di partecipazioni Vw sarà alleggerito di circa 750 quote sulle oltre duemila, con anche Europcar avviata alla quotazione e il marchio Seat destinato a uscire di scena entro il 2029, sostituendo la produzione con prodotti Cupra.
Nel Future Plan 2030, Volkswagen prevede una riduzione della forza lavoro di circa 50mila posti, per metà in Germania, che somma agli altrettanti in corso. Entro il 2035 la gamma sarà dimezzata e la complessità dell’offerta ridotta del 75% con l’obiettivo di un margine operativo del 9% al 2030 su 9 milioni di veicoli l’anno. In Europa la capacità produttiva supera la domanda di oltre 500mila unità, e quattro stabilimenti – Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm – restano senza linee garantite tra il 2031 e il 2034. «Vogliamo che la Germania rimanga un polo industriale di successo», ha detto ieri a Berlino il portavoce del governo Sebastian Hille. I sindacati tedeschi ricordano che il gruppo ha presentato per ora un concetto, che solo nei prossimi mesi dovrà tradursi in un programma. Anche per Borgo Panigale la risposta arriverà più avanti. «La cosa importante è lavorare bene insieme in azienda – ha detto Domenicali ottimista – per poter festeggiare non solo questi cent’anni, ma altri cento»