Corriere della Sera, 5 settembre 2026
Florence Pugh parla di sé stessa e di moda
Ha indossato il cappotto, ovviamente color cammello, mostrandosi in una nuova immagine. Normale per Florence Pugh, 30 anni attrice inglese, figlia di una ballerina e un ristoratore, molto seguita dalla generazione Z, ed estremamente camaleontica. Ultima versione, più glamour rispetto al passato quando sul grande schermo recitava in Lady Macbeth, Midsommar e Piccole donne. Meno irriverente di quando ha sfilato a Trinità dei Monti con un abito fucsia trasparente da cui si intravedeva il seno, rispondendo con ironia alle critiche.
Si presenti.
«Espansiva, vivace, divertente, piena di colori e probabilmente anche piuttosto sicura di sé. Sono una gran lavoratrice e amo profondamente. Amo le persone che fanno parte della mia vita. Cucino, mangio e sono su questa terra per assicurarmi di godere appieno di ognuna di queste cose».
Il cinema ha fatto conoscere diverse immagini di lei. Qual è quella reale?
«Nessuna di loro sono davvero io. È proprio per questo che mi piace ciò che faccio: ho la possibilità di scoprire chi sono queste altre donne, difenderle, sostenerle, innamorarmi di loro. In ognuna c’è una piccola parte di me».
È testimonial della fragranza Max Mara realizzata in partneship con Shiseido nel 75esimo anniversario della maison: come vive l’esperienza?
«C’è qualcosa di incredibilmente affascinante. Ho sempre ammirato attrici e attori che prestavano il volto alle fragranze, sin da quando ero piccola. Già allora mi ci vedevo in questo ruolo e mi sono sempre chiesta come sarebbe stata la mia interpretazione. Sono molto selettiva riguardo alle persone e ai progetti che scelgo. Una delle cose che mi ha entusiasmato, di questa collaborazione, è che arrivata in un momento molto significativo della mia vita: sento che sto entrando in una nuova fase della mia femminilità. Max Mara è un marchio che rappresenta e celebra la donna in modo autentico e senza tempo. Incarna l’immagine stessa dell’eleganza classica, che adesso mi piace molto».
Il suo volto ora è presente non solo al cinema.
«Questo mi rende orgogliosa, è un passo verso una nuova versione di me stessa. Indossare quel cappotto mi fa sentire elegante e sicura, e tutto questo mi sembra semplicemente naturale».
Un progetto particolare: cosa le piace?
«Prima di tutto il flacone, amo il suo design e il modo in cui si adatta alla mia mano. Ma anche la fragranza. Ho sempre attribuito grande importanza ai sensi nella mia vita. Mi è sempre piaciuto scoprire nuovi sentori. Di questo profumo adoro il calore che trasmette: il fatto che ricordi il cashmere, la sua sensazione sulla pelle, quella di un abbraccio. È come un cappotto invisibile che ti avvolge».
Ha dichiarato di sentirsi a proprio agio con sé stessa e di non voler cedere alle critiche e commenti sul suo aspetto fisico: che rapporto ha con lo specchio?
«È decisamente cambiato nel corso degli anni. Come tutte le donne, ho un modo mio di vedere me stessa ed è in continua evoluzione. Con il passare del tempo cerco di renderlo sempre più sano, qualcosa su cui lavoro consapevolmente. Cerco di fare attenzione a non essere più troppo severa. Apprezzo ciò che il mio corpo è in grado di fare, apprezzo persino i primi segni delle rughe del sorriso. Con l’età, sviluppare un rapporto del genere con il proprio corpo è una cosa bellissima. Al mattino mi guardo allo specchio e cerco di essere felice di quello che sono, di entusiasmarmi per i vestiti che porto, per i gioielli che indosso e per il trucco che scelgo. E il profumo è una parte di tutto questo: non esco mai senza. E questa passione si riflette anche nei personaggi che interpreto. Quando costruisco un personaggio, cerco sempre una fragranza nuova e diversa per ognuno di loro».
Contraria alla medicina o alla chirurgia estetica?
«Le persone possano fare quello che vogliono. Non sarò certo io a rimproverarle per questo: ognuna è su questo pianeta e sta vivendo il proprio percorso personale. Non dirò a nessuna che non dovrebbe farlo, ma io non l’ho fatto».
Nel cinema ha esordio da giovanissima: qual è il ruolo preferito?
«Ho girato il mio primo film a 17 anni, sono protettiva nei confronti di Dani la protagonista di Midsommar, semplicemente perché era così fragile e sentivo davvero di dovermi prendere cura di lei. Anche Catherine di Lady Macbeth rimane probabilmente uno dei personaggi più pericolosi ed emozionanti che abbia mai incontrato, e mi è piaciuto molto scoprire chi fosse davvero. E di lei non mi preoccupo affatto: sta benissimo».
Un omaggio a Firenze?
«Penso di essere stata concepita lì. Mi piace l’idea di essere un po’ italiana».
Cucina su Instagram in Cooking with Flo: è il suo hobby?
«Cucinare è qualcosa che faccio continuamente, soprattutto per gli altri. Mi piace prendermi cura delle persone attraverso il cibo, è il mio love language».