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 2026  settembre 05 Sabato calendario

Il piano Ue nelle aree a «stress abitativo»: tetto alle notti per gli affitti brevi

Tetti al numero di notti, divieti di nuove locazioni turistiche e restrizioni per chi acquista una seconda casa. È quanto prevede la bozza dell’Affordable Housing Act, che il commissario alla Casa, Dan Jørgensen, dovrebbe presentare il 9 settembre prossimo.
Bruxelles non imporrà i divieti, ma fisserà le condizioni alle quali governi, Regioni e Comuni potranno introdurli. Una zona potrà essere dichiarata sotto «stress abitativo» se ricorreranno tre requisiti: il prezzo medio delle case pari ad almeno otto volte il reddito disponibile mediano dei residenti; un rapporto prezzi-redditi aumentato rispetto a dieci anni prima; una situazione che è destinata a non migliorare nei tre anni successivi.
Potranno entrare in gioco autorizzazioni, tetti quantitativi o territoriali e, nei casi più gravi, il blocco di nuove attività. Non sarà però automatico: l’autorità dovrà dimostrare che nei tre anni precedenti gli affitti brevi hanno inciso negativamente sulla disponibilità o sul costo delle case.
La bozza esclude la prima casa, sulla quale non si potranno mettere limiti a chi deciderà di usarla per affitti brevi. Le possibili restrizioni all’acquisto o all’utilizzo di immobili non destinati a residenza principale non sono comunque uno «stop alle vendite»: il proprietario potrà cedere la casa, ma potranno essere poste condizioni a chi compra una seconda abitazione per investimento.
L’Aigab, l’Associazione dei gestori degli affitti brevi, protesta. Secondo il presidente Marco Celani, la soglia penalizzerebbe l’Italia, dove gli affitti brevi rappresentano l’1,4% degli immobili a fronte di 9,6 milioni di case vuote. L’associazione chiede di alzare da otto a dodici il rapporto tra prezzi e redditi, verificare lo sfitto e provare un impatto «significativo e prevalente» delle locazioni turistiche.