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 2026  settembre 04 Venerdì calendario

Leonardo, maxi-commessa per un miliardo dall’India

Un ordine da circa un miliardo di dollari per 40 aerei regionali. Atr, la società partecipata al 50% da Leonardo e al 50% da Airbus, ha annunciato ieri una maxi commessa con la compagnia aerea indiana Fly91. Il vettore ha scelto 40 Atr 72-600, velivoli turboelica da circa 70 posti utilizzati soprattutto sulle rotte brevi, per collegare le grandi città con i centri regionali. Le consegne sono previste tra il 2027 e il 2032. Per Atr è il contratto più importante dell’ultimo decennio e il maggiore mai siglato da una compagnia aerea regionale.
Con il nuovo accordo gli ordini ricevuti nel 2026 salgono a 54 aerei, superando già i 50 ordini netti dell’intero 2025. Fly91, che oggi opera sei Atr, porterà la flotta a 46 velivoli. Una scelta legata alla crescita del mercato indiano, dove la domanda di collegamenti tra le grandi metropoli e le città di secondo e terzo livello continua ad aumentare. In India sono già circa 70 gli Atr in servizio, anche con IndiGo e Alliance Air. Per le tratte brevi, inoltre, le dimensioni e i consumi del turboelica possono offrire alle compagnie un vantaggio rispetto ai jet più grandi. L’ordine arriva mentre Leonardo sta accelerando nelle attività legate all’aviazione civile e alla difesa, in un mercato europeo che sta vivendo una nuova fase di investimenti e consolidamento. Il gruppo italiano è coinvolto nei principali programmi continentali e sta concentrando risorse su elettronica, radar, elicotteri, difesa aerea, missili e sistemi per la sicurezza. La spinta impressa dall’Ue, anche attraverso il programma Safe, sta ridisegnando gli equilibri industriali: l’obiettivo non è solo aumentare la spesa, ma rafforzare la capacità produttiva europea e creare campioni industriali in grado di competere sui grandi programmi comuni.
In questa direzione si inserisce anche il progetto che coinvolge Leonardo, Airbus e Thales, con l’integrazione di alcune attività dei tre gruppi in una nuova società europea. La corsa riguarda tutti i principali protagonisti della difesa continentale. Rheinmetall, in Germania, ha portato il portafoglio ordini a 80,5 miliardi di euro nel primo semestre dell’anno e sta ampliando gli impianti dedicati a munizioni, veicoli militari e difesa aerea.
In Francia Thales continua a rafforzare il business dell’elettronica militare e della difesa aerea, mentre Mbda beneficia dell’aumento delle commesse sui sistemi missilistici europei. In Svezia Saab sta aumentando la capacità produttiva per caccia Gripen, radar e missili, mentre nel Regno Unito Bae Systems continua a espandere la produzione di mezzi corazzati, artiglieria e munizionamento. Anche l’Italia si muove lungo la stessa direttrice. Accanto a Leonardo, Fincantieri rafforza la presenza nei programmi navali militari europei e internazionali, dalla European Patrol Corvette sviluppata con Navantia fino alle commesse della U.S. Navy.
È il segnale di una filiera che punta sempre di più su partnership industriali e programmi multinazionali, anziché su singoli mercati nazionali. Il riassetto europeo si inserisce in una competizione molto più ampia. Gli Stati Uniti restano il primo mercato mondiale della difesa per investimenti e capacità industriale, davanti a Cina e Russia, mentre l’Europa sta cercando di ridurre il divario puntando su produzione comune, consolidamento industriale e nuovi programmi condivisi tra i principali gruppi del Continente.