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 2026  settembre 04 Venerdì calendario

Migranti, la riforma delle norme europee non depenalizza la solidarietà e le Ong

L’Unione europea ha trasformato l’aiuto a chi fugge in un percorso a ostacoli che espone sempre più a rischi legali, anche penali, e ora anche la sua proposta di nuove regole rischia di peggiorare la situazione. Lo spiega una nuova analisi dell’Ufficio studi del Parlamento europeo (Eprs), che analizza la crescente criminalizzazione della solidarietà. Le norme anti-scafisti varate da Bruxelles nel 2002 vengono usate sempre più indiscriminatamente per punire chi soccorre in mare, fornisce aiuto o assistenza legale ai migranti.
Gli Stati Ue sono passati all’attacco contro chi aiuta un essere umano con un crescendo di casi giudiziari e sanzioni, oltre 471 documentate tra il 2022 e il 2025. L’Italia è l’osservata speciale: in passato Roma ostacolava le Ong imponendo “codici di condotta”, decreti sui porti chiusi e lunghi processi penali, oggi invece la strategia del governo Meloni predilige l’ostruzionismo amministrativo. Il fulcro normativo è il decreto legge numero 1 del 2023 proposto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che impone anche il rispetto delle indicazioni delle guardie costiere estere, specificamente quella libica e tunisina, assegna “porti sicuri” lontani centinaia di chilometri dal luogo del soccorso e applica sistematicamente fermi amministrativi alle navi delle Ong, bloccandole nei porti e drenando preziose risorse finanziarie con le sanzioni amministrative.
Dal 2023 a oggi il decreto ha colpito nove volte le navi delle Ong facendo scattare altrettanti fermi amministrativi durati da 20 giorni a due mesi. Sono state bloccate la Geo Barents di Medici senza frontiere, per tre volte, la Humanity 1 di Sos Humanity, la Aurora di Sea-Watch, la Open Arms, la Ocean Viking di Sos Méditerranée, la Mare Jonio di Mediterranea e la Sea-Watch 5 di Sea-Watch. Le navi fermate avevano soccorso, assistito e fatto sbarcare 1.299 migranti e sono state multate per un totale di 67.400 euro. Un’assurdità, non solo in termini umanitari: dal 22 ottobre 2022, data del giuramento del governo Meloni, a oggi sono 335mila le persone sbarcate in Italia attraverso il Mediterraneo, quasi metà delle quali (157.654), nel 2023, picco massimo dell’ultimo decennio, mentre 25mila circa sono state soccorse dalle navi delle Ong. Intanto nello stesso periodo il bilancio dei naufragi e dei morti lungo le rotte per la Penisola ha superato quota 5.400.
Se le sanzioni irrogate variano da 2mila a 50mila euro, l’esito dei relativi procedimenti amministrativi ne svela l’illegittimità di queste misure. Oltre il 50% dei fermi viene impugnato dalle Ong e sospeso o annullato dai Tribunali civili per violazione delle norme sul soccorso contenute nel diritto internazionale del mare, in particolare delle convenzioni Unclos e Solas.
Lo studio del Parlamento Europeo si chiude con un forte monito: la proposta di riforma della Commissione sul “Pacchetto facilitatori” manca ancora di una protezione vincolante per l’aiuto umanitario. Senza una clausola di esenzione obbligatoria, l’Unione Europea rischia di allargare ulteriormente le maglie della punibilità per le Ong e di trasformare la solidarietà in un reato permanente.