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 2026  settembre 04 Venerdì calendario

Sardegna: la Regione spende 3,8 mln per veglione tv

Un Capodanno da 3,8 milioni. Pubblici. In Sardegna la decisione della Regione di investire nel veglione ha suscitato polemiche del centrodestra, ma anche malumori nella maggioranza che sostiene Alessandra Todde (M5S e centrosinistra). Crisi e taglio dei fondi, infatti, stanno provando le finanze delle regioni. Per non dire della sanità a corto di risorse. Ma la Regione Sardegna ha deciso di investire milioni nei grandi eventi. L’anima delle iniziative è l’assessore al Turismo, Franco Cuccureddu. Già a fine maggio si era discusso dei 7 milioni investiti per i preliminari dell’America’s Cup a Cagliari. Ma, era stata la risposta, si tratta della competizione velica più prestigiosa del mondo, capace di produrre un indotto di 50 milioni. Adesso, però, arrivano altri 3,8 milioni destinati al Capodanno 2026, che si svolgerà ad Alghero con diretta tv nazionale. L’ennesimo investimento, nelle intenzioni dell’assessore, dovrebbe alimentare il turismo fuori stagione, che pure – secondo i dati diffusi da Cuccureddu – ha già fatto registrare una crescita del 32% d’inverno e del 40% nella media stagione: “Si può venire in Sardegna anche d’inverno”, dice l’assessore. L’operazione sarà gestita dal Comune di Alghero; l’emittente che manderà in onda la festa verrà selezionata con un bando tra le prime nove tv generaliste del digitale terrestre e dovrà garantire la presenza di artisti di grande richiamo. In pole position Rai e Mediaset, anche se l’azienda di Stato ha già lasciato intendere che la diretta di Capodanno andrà a Palermo. “È una cifra spropositata, ci sono altre priorità. Meglio investire in eventi diffusi nelle comunità, coinvolgendo artisti sardi”, interviene Dino Lampis, co-portavoce di Sardegna Chiama Sardegna.
Ogni anno comuni e regioni investono milioni per concerti e dirette tv. Oggetto di scontro politico, in passato, i concerti di Capodanno di Giovanni Toti, presidente della Liguria. Ma i 3,8 milioni della Sardegna li superano.