lastampa.it, 4 settembre 2026
OpenAI lancia Astra: il modello IA più potente e opaco di sempre
OpenAI ha presentato Astra, il suo nuovo modello di punta, descritto come una nuova frontiera nell’uso di computer e browser. Il lancio è arrivato prima ai clienti del programma Daybreak, dedicato alla cybersecurity, per poi essere distribuito sui piani Pro, Plus, Enterprise, Business e via API. Ma soprattutto è arrivato qualche giorno dopo l’annuncio dei nuovi Fable 5.1 e Mythos 5.1 di Anthropic, diretti concorrenti dei nuovi modelli dell’azienda di Sam Altman.
Specializzato in cybersecurity
Secondo OpenAI, Astra è “il miglior modello per l’ingegneria del software realizzato finora”, capace di superare sia i modelli precedenti dell’azienda sia quelli di Anthropic nel rilevamento di bug, nell’esecuzione di task da terminale e nell’analisi di codebase complesse. Il presidente di OpenAI Greg Brockman lo ha definito il modello “più intelligente e, cosa altrettanto importante, il più allineato che abbiamo mai realizzato”. Brockman si è spinto fino a suggerire che Astra possa segnare una svolta radicale: “Non è irragionevole pensare che siamo entrati nell’era dell’AGI”. Ha aggiunto però che vede il passaggio come un continuum, più che come un momento preciso in cui improvvisamente si possa dichiarare raggiunta l’intelligenza artificiale generale, e che il raggiungimento dell’AGI non fa più scattare conseguenze automatiche nell’accordo con Microsoft, come invece prevedeva in passato il rapporto tra le due aziende.
Astra è il primo modello di OpenAI a raggiungere il livello «Critical» per le capacità di sicurezza informatica secondo il Preparedness Framework dell’azienda. Con gli strumenti e gli accessi adeguati, Astra può individuare vulnerabilità precedentemente sconosciute e sviluppare nuovi modi per sfruttarle anche in sistemi ben protetti, senza che una persona debba guidarne ogni singolo passaggio. Proprio per questo l’azienda sostiene di avere rafforzato le protezioni contro possibili utilizzi offensivi del modello.
Più intelligente ma più opaco
Questa maggiore intelligenza porta con sé anche il nodo più controverso del lancio: la tecnica chiamata “opaque recurrence”. OpenAI ha spiegato che rende più difficile monitorare la catena di ragionamento del modello, il processo che i ricercatori usano per verificare come e perché un sistema arriva a una certa decisione. La monitorabilità di Astra è diminuita rispetto a GPT-5.6 Sol e il nuovo modello è più capace di controllare la propria catena di ragionamento, rendendo meno probabile che vi compaiano informazioni che potrebbero rivelare comportamenti problematici. È un’ammissione che alimenta le preoccupazioni degli esperti di sicurezza sull’IA, secondo cui modelli sempre più capaci stanno diventando, allo stesso tempo, sempre più difficili da ispezionare.
ARC Prize, l’organizzazione che cura ARC-AGI-3, un benchmark pensato per misurare la capacità di ragionare su problemi nuovi e non visti durante l’addestramento, ha pubblicato i risultati dei propri test. Con il sistema standard, la versione max di Astra ottiene un punteggio del 62,7%. Utilizzando invece un sistema ottimizzato per il modello, capace di conservarne lo stato di ragionamento tra una richiesta e l’altra, Astra arriva al 99,9%. Una differenza enorme, che mostra quanto le prestazioni di questi sistemi possano dipendere non soltanto dal modello, ma anche dall’infrastruttura costruita attorno ad esso. Il salto rispetto alla generazione precedente rimane comunque molto ampio anche utilizzando il test standard: Claude Opus 5 raggiunge il 30,2% e GPT-5.6 Sol appena il 7,8%, contro il 62,7% di Astra. ARC Prize segnala inoltre che Astra riesce a completare i problemi utilizzando in media il 51,7% di azioni in meno rispetto agli esseri umani.
Nuovi prezzi
Anche nei benchmark dedicati alla programmazione, Astra supera i principali concorrenti: su DeepSWE v1.1, dedicato all’ingegneria del software, raggiunge il 74,1%, davanti a Claude Opus 5, GPT-5.6 Sol e Claude Fable 5.1. OpenAI sostiene che l’intelligenza superiore del modello permetta di completare gli stessi compiti utilizzando meno token, compensando almeno in parte il costo unitario più elevato: 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 dollari per milione di token in uscita, cifre che coincidono con quelle fissate da Anthropic per Claude Fable 5.1. Il listino è tra i più alti del mercato e suggerisce anche il posizionamento scelto da OpenAI per Astra: non un modello pensato per sostituire quelli più economici in ogni attività, ma uno strumento da riservare ai compiti più complessi, dove una maggiore capacità di ragionamento può giustificare un costo superiore.