corriere.it, 4 settembre 2026
New York vieta l’uso dell’intelligenza artificiale a scuola
Per un anno le scuole pubbliche di New York bandiranno l’intelligenza artificiale fino alla terza media: una decisione annunciata il 2 settembre dal sindaco Zohran Mamdani, descritta come la regolamentazione più rigida introdotta finora negli Stati Uniti. Gli studenti delle superiori invece avranno accesso due volte l’anno a lezioni per imparare usare l’Intelligenza artificiale. Il divieto non è dunque permanente ma è in vigore per un anno scolastico, in modo da elaborare una politica precisa sull’Intelligenza artificiale: l’obiettivo è di insegnare agli allievi a usare la tecnologia senza dipendere troppo da essa e senza usarla per copiare. Ma non c’è una definizione unica di cosa significhi competenza sull’Intelligenza artificiale né c’è consenso su come queste capacità debbano essere insegnate.
La decisione del sistema scolastico newyorkese, il più grande negli Stati Uniti (600mila studenti), arriva mentre le scuole pubbliche di Los Angeles stanno bloccando temporaneamente l’accesso alle piattaforme di Intelligenza artificiale in classe ai bambini di tutte le età: una mossa attuata mentre si prefiggono durante l’anno scolastico di mettere a punto una politica definitiva. La preoccupazione per l’uso (e l’abuso) dell’Intelligenza artificiale si accompagna ai timori per l’uso eccessivo dei cellulari e dei social media durante l’orario scolastico: New York ha bandito i cellulari nelle classi già l’anno scorso; a Los Angeles si è deciso lo scorso giugno di eliminare l’uso di schermi digitali in classe per i bambini più piccoli e di bloccare l’accesso a YouTube ed altri social durante le lezioni. Anche New York raccomanderà limiti, suggerendo mezz’ora al massimo sugli schermi digitali dalla terza alla quinta elementare e 45 minuti per i ragazzi delle medie.
Ci sono reazioni opposte a questo tipo di misure, ma c’è un consenso abbastanza diffuso per l’idea che si debba limitare l’uso dell’Intelligenza artificiale per gli studenti più giovani. I genitori sono per lo più favorevoli ad introdurre restrizioni: si lamentavano già che l’apprendimento sugli schermi e basato sull’intelligenza artificiale sta sostituendo l’apprendimento basato sull’esperienza, le interazioni sociali e il pensiero indipendente. Gli insegnanti sono divisi: c’è l’idea che l’interazione tra insegnante e studente sia fondamentale, ma ci sono anche timori che un divieto generalizzato sull’Intelligenza artificiale possa impedire l’uso di strumenti educativi utili, in particolare per gli studenti che traggono beneficio dall’assistenza individuale (per questo New York sta considerando la possibilità che ci siano eccezioni alla regola). I sostenitori dell’uso dell’Intelligenza artificiale come strumento educativo affermano invece che le scuole pubbliche rischiano di restare indietro rispetto alla realtà: gli studenti incontreranno l’intelligenza artificiale ovunque fuori dalle mura scolastiche e poi più avanti all’università e nel lavoro, per cui bandirla durante gli anni formativi potrebbe lasciarli impreparati. Ma la risposta del sistema scolastico newyorkese è: insegniamo a usarla quando gli studenti sono pronti e capaci di pensare in modo critico, anziché dare ai più piccoli un accesso illimitato. E poi ci sono coloro che vogliono un divieto ancora più restrittivo: temono l’accesso a dati personali dei bambini e la dipendenza dall’intelligenza artificiale. Vogliono che la moratoria di un anno diventi un divieto permanente.