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 2026  settembre 04 Venerdì calendario

Quanto sono costati al mondo i sei mesi di guerra all’Iran

Il riaccendersi del conflitto in Iran torna a far salire i prezzi di benzina, gasolio e gas. Nei distributori italiani si sono registrati i prezzi più alti dall’8 luglio 2022. Ieri  3 settembre il prezzo medio della benzina in autostrada era di 2,124 euro al litro, in aumento di 14 centesimi al litro, come riportano Fausta Chiesa e Andrea Ducci. Per il diesel è ancora attivo il taglio delle accise di 17 centesimi Iva inclusa (che però scade tra pochi giorni, salvo rinnovo), senza il quale il prezzo medio arriverebbe a 2,316 euro, superando di gran lunga il record di 2,229 euro del 17 marzo 2022. Anche il prezzo del gas è salito e peserà sulle bollette del riscaldamento del prossimo inverno: il Ttf di Amsterdam il settembre ha superato i 75 euro al megawattora, il livello più alto da gennaio 2023, con un costo più che raddoppiato rispetto all’inizio degli attacchi contro l’Iran. Il problema è che l’alto prezzo dei carburanti e dell’energia non solo pesa sul portafoglio degli italiani, ma è destinato ad aumentare il costo di produzione e distribuzione di quasi tutto il resto, con il rischio di effetti a catena. 
Per l’Italia 14 miliardi a carico
Dopo sei mesi di guerra il conto è salato. Secondo la Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) il conflitto è già costato all’Italia quasi 14 miliardi di euro. Tra il primo marzo e il 31 agosto, il maggiore esborso di cittadini e aziende per carburanti, energia elettrica e gas è stimato in circa 11,6 miliardi di euro rispetto ai livelli precedenti all’esplosione della crisi. A questo vanno aggiunti i 2,3 miliardi di euro di interventi pubblici, sborsati dallo Stato per ridurre le accise, offrire crediti d’imposta e altre misure per alleviare i costi del carovita. Non sorprende che secondo i sondaggi il costo della vita sia in testa alle preoccupazioni degli italiani (insieme con il peggioramento del sistema sanitario pubblico, la sicurezza e l’immigrazione). L’Europa paga le conseguenze di una guerra che ha subito, senza neanche essere consultata, anche se è stata iniziata da due suoi alleati storici, Israele e Stati Uniti (così come aveva subito l’invasione russa dell’Ucraina, che aveva provocato gli aumenti del 2022-23).
Ma il costo della guerra è pesante anche per gli Stati Uniti, che la guerra l’hanno scatenata pensando di poterla concludere in poche settimane, e invece continuano a combattere. Il New Yorker ha provato a calcolare quello economico (a cui vanno aggiunti i costi umani, inestimabili, e quelli politici), sommando le spese militari con quelle dell’energia e con i costi indiretti, come l’aumento dei tassi d’interesse sui prestiti. Solo la spesa militare americana sarebbe tra gli 80 e i 100 miliardi di dollari, di cui 26 miliardi spesi in munizioni e 9,2 miliardi per i danni causati dai bombardamenti iraniani alle basi americane in Bahrein, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Sono cifre altissime, se si considera che una manovra finanziaria italiana è intorno ai 30 miliardi di euro (circa 35 miliardi di dollari) all’anno. 
Le conseguenze dei rincari sulle famiglie
La spesa in più degli americani per l’energia è stata ancora più alta. «Secondo un monitoraggio dei costi energetici condotto dal Climate Solutions Lab della Watson School of International and Public Affairs della Brown University, se si sommano gli aumenti dei prezzi della benzina e del gasolio, l’impatto finanziario sugli americani dall’inizio della guerra ammonta a circa 93 miliardi di dollari» scrive il New Yorker. A questo va sommato l’aumento generale dell’inflazione – che, rispetto all’inizio della guerra, è aumentata di un punto percentuale, al 3,4% – e dei tassi di interessi. Secondo Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, ogni famiglia americana ha già speso in media 200 dollari in più ogni mese per i costi indiretti di una guerra di cui non si riesce a vedere la fine.