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 2026  settembre 04 Venerdì calendario

Geppi Cucciari, sfogo e addio a "Un giorno da pecora"

Un pezzo alla volta. Prima un volto della tv, poi una voce della radio. Anche Geppi Cucciari è fuori – per metà – dalla Rai. La conduttrice mantiene Splendida Cornice, ma perde Un Giorno da Pecora. «A settembre dopo 11 anni non tornerò ai microfoni di Un Giorno da Pecora come avrei desiderato – ha scritto sui suoi profili social —. Gli impegni di lavoro degli ultimi tre anni non mi hanno permesso di coprire tutta la stagione radiofonica, ma fino all’ultima edizione mi è sempre stato concesso di andare in diretta dalla sede Rai di Milano per metà della stagione. Quest’anno, nonostante la mia rinnovata disponibilità, questa soluzione, che mi consentiva di conciliare Un Giorno da Pecora con Splendida Cornice e gli altri impegni, non è stata ritenuta praticabile per ragioni editoriali. È stato deciso di avere qualcuno disponibile tutto l’anno».
La scelta è caduta su Nancy Brilli, che sembra avere una cifra molto diversa da Geppi Cucciari. A partire dall’orientamento politico, perché la nuova conduttrice ha espresso più volte la sua stima per Giorgia Meloni: «Mi piace moltissimo, è una donna tutta d’un pezzo».
Posizioni di certo opposte a quelle di Geppi Cucciari di cui si ricordano piuttosto le battute virali contro i rappresentanti del governo. Prima il botta e risposta con l’allora ministro Gennaro Sangiuliano durante la cerimonia del Premio Strega quando ironizzò sul fatto che Sangiuliano non avesse letto i libri in gara pur avendoli giudicati. Altrettanto pungente la sferzata a Giuli durante un incontro al Quirinale in occasione dei David di Donatello: «Molti sottolineano eccessivamente la sua potente retorica, il suo eloquio forbito, la parola che squadra da ogni lato l’animo nostro informe. In realtà sono sempre interventi cristallini, lei è l’unico ministro i cui interventi possono essere addirittura ascoltati al contrario come un disco dei Black Sabbath e a volte migliorano». E ancora: «E adesso c’è il momento più atteso da Google Translate, do la parola al ministro Giuli».
Insomma posizioni – mai nascoste, anzi – ben lontane da chi ha in mano oggi il Servizio Pubblico. Così sono in tanti a pensare che le «ragioni editoriali» siano piuttosto «ragioni elettorali», un modo per silenziare una voce di «opposizione» nell’anno che porta alle elezioni.
Nel suo messaggio di addio Geppi Cucciari ha salutato Giorgio Lauro (l’altro conduttore di Un Giorno da Pecora), «che è stato sempre molto più di un collega e con il quale negli anni abbiamo costruito un legame davvero speciale». Quindi il ricordo di un programma che è stato la sua seconda pelle: «Avete scandito i miei anni, le mie giornate, i miei pranzi. Grazie a tutti gli ospiti che abbiamo avuto in queste circa 2000 puntate, incontri a volte sorprendenti, altre sconcertanti, sempre illuminanti». Infine il saluto al pubblico «attento, severo e dai grandi slanci».
I sogni non le mancano, come aveva confessato qualche tempo fa: «Mi piacerebbe condurre Sanremo, vincere un David e dopo un Oscar: bisogna sempre guardare in alto, perché chi guarda in alto non vede accanto e, soprattutto, non guarda dietro. Guardo anche dove non arriverò mai, ma il percorso per l’impossibile genera il percorso stesso».