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 2026  settembre 04 Venerdì calendario

Canarie, 80 migranti dispersi in mare. Il barcone alla deriva per un mese

Ennesima tragedia del mare, questa volta al largo delle Canarie. Ieri sera mancavano all’appello un’ottantina dei 128 migranti partiti il 7 agosto dal Gambia su un malandato caicco. Hanno trascorso quasi un mese alla deriva nell’Oceano Atlantico, circondati da onde alte tre metri e sferzati da venti a 20 nodi, senza cibo né acqua. Mercoledì notte, a circa 120 chilometri dall’isola di Gran Canaria, la Guardia costiera spagnola ha tratto in salvo 44 persone e recuperato 8 corpi, tra cui quelli di tre donne e di una neonata. Gli altri sono dispersi in mare. Tutti subsahariani, in fuga dalla miseria.
Una tragedia che, indirettamente, conferma l’amara riflessione fatta dal premier spagnolo ieri mattina. «Non possiamo garantire la sicurezza al 100% dei confini, perché dietro di essi si celano disuguaglianze e la ricerca di opportunità, e per quanto alto sia quel confine, quella realtà esisterà sempre». Alla fine, Pedro Sánchez ci ha messo la faccia. A più di un mese dall’ingresso in massa di 72.000 migranti nell’exclave di Ceuta, il premier è comparso in Parlamento per informare su quanto avvenuto fra il 30 e il 31 luglio. E ancora una volta, tra i fischi dell’opposizione, ha scagionato Rabat – «Non ci sono prove solide che il Marocco abbia pianificato o orchestrato» la crisi – e ha invece puntato il dito contro i bulos, le fake news diffuse sui social alla vigilia di quell’insolita ondata migratoria, e contro l’ultradestra che «ne ha approfittato per alimentare l’odio». Il leader ha dichiarato che anche la Commissione europea «ha documentato la partecipazione di account e pubblicazioni collegati a sistemi informativi russi e filo-israeliani, ai quali si sono uniti anche esponenti dell’estrema destra internazionale e spagnola». Il premier ha chiesto «maggiore impegno dell’Europa» e una «presenza permanente di Frontex» a Ceuta.
E nella tragedia generale si consumano altre, più piccole tragedie. Nell’exclave, ieri, una donna è stata arrestata per aver ucciso a coltellate un migrante: secondo le prime ricostruzioni, sarebbe un suo parente. La tensione nella Città autonoma, dove ancora si trovano migliaia di irregolari, è altissima. Gli abitanti dell’exclave si sentono abbandonati da Madrid. In questo contesto, Sánchez ha affermato che «l’Europa non ha dato l’esempio di solidarietà che ci aspettavamo» e che «la Spagna è il Paese che ha disposto più rimpatri, quasi il doppio rispetto a un Paese come l’Italia che è di primo ingresso». Quindi, ha avvertito di «non avere la minima intenzione di innescare un conflitto diplomatico con un Paese vicino», ma ha anche annunciato che «nelle prossime settimane» re Felipe si recherà a Ceuta. Una visita non gradita dal re del Marocco, che non ha mai smesso di avanzare diritti sulle due exclave spagnole.