Corriere della Sera, 4 settembre 2026
Gli 007: «Proteggeremo le elezioni» in Italia
Il rischio di guerra ibrida c’è, ma è anche vero che l’Italia è pronta ad affrontarlo e a neutralizzare eventuali intromissioni nel processo elettorale. E le misure di contrasto sono già pronte. Ad assicurarlo è il direttore generale del Dis, Vittorio Rizzi, per il quale «il tema di tutelare il processo elettorale riguarda non solo l’Italia ma tutti i Paesi che nel 2026 e 2027 andranno al voto. E su questo sono state messe in campo, su indicazione del Copasir, una serie di misure per tutelare la libertà del processo democratico di voto».
Il responsabile del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, la massima espressione dei servizi segreti italiani, ha partecipato ieri all’incontro «Intelligence e magistratura: la collaborazione necessaria». E proprio nel corso dello stesso appuntamento il presidente del Copasir Lorenzo Guerini ha sottolineato come la questione «delle possibili intromissioni, delle attività di disinformazione attraverso vari canali, è un rischio più volte testimoniato in numerosi momenti elettorali di diversi Paesi. Anche l’Italia non è immune da questo rischio». Ma Guerini avverte che comunque tale pericolo «non va drammatizzato, ma occorre mantenere alta l’attenzione ed è quello che viene fatto, anche da questo punto di vista, dai nostri servizi che monitorano quotidianamente le piattaforme social e le possibili azioni di intromissione di attori esterni».
Uno scenario che, conferma sempre il presidente del Copasir, comprende anche Mosca: «Il rischio di azioni e condotte ibride da parte della Russia è conosciuto in tutta Europa. Ci sono diverse analisi che testimoniano attività che la Russia conduce, direttamente o indirettamente, nel campo della disinformazione, anche per testare le tenute delle opinioni pubbliche e delle società europee. L’attenzione è alta e va tenuta una posizione coesa a livello europeo per mantenere alta la pressione sulla Russia».
A lanciare ancora l’allarme è di nuovo il ministro degli Esteri Antonio Tajani in visita in Egitto (dove ha raggiunto un accordo con il presidente egiziano Al Sisi per contrastare l’immigrazione irregolare anche con «la formazione di giovani egiziani» per il mercato italiano): «La guerra ibrida è in corso, io lo ripeto. Il pericolo che si cerchi di influenzare il voto nei Paesi europei è consistente. Questo non significa che poi i cittadini europei seguano i desiderata di Paesi non alleati che vogliono influenzare il voto».
A scartare sulla Russia, ancora una volta, è la Lega: «Un conto è la legittima preoccupazione per le minacce esterne – dicono fonti del partito –, un altro è l’ossessione per i russi in ogni campo, da quello sportivo a quello culturale, fino a quello delle preannunciate “influenze” sul voto degli italiani. Vigilare contro qualsiasi interferenza straniera è doveroso, da qualunque parte arrivi, da Putin a Zelensky passando per Soros, ma senza mancare di rispetto all’intelligenza degli italiani, che hanno sempre scelto e votato con la propria testa».