3 settembre 2026
Maria Anna Madia, detta Marianna, nata Roma, 5 settembre 1980 (46 anni). Politica. Ministra della Pubblica amministrazione nel governo Gentiloni (dal 12 dicembre 2016) e nel precedente governo Renzi (2014-2016)
Maria Anna Madia, detta Marianna, nata Roma, 5 settembre 1980 (46 anni). Politica. Ministra della Pubblica amministrazione nel governo Gentiloni (dal 12 dicembre 2016) e nel precedente governo Renzi (2014-2016). Eletta alla Camera nel 2008 col Pd (Veltroni la volle capolista nella circoscrizione Lazio 1) e riconfermata fino alle elezioni del 2022. Membro della commissione Lavoro della Camera, dal dicembre 2013 responsabile delle politiche sul lavoro del Pd.
Titoli di testa «Andrebbe scolpita la frase che Marianna Madia consegnò a Repubblica quando Walter Veltroni la candidò come capolista alla Camera: “Mi ha detto che c’era spazio per la mia straordinaria inesperienza”» [Filippi, Giornale].
Vita Figlia di Mita Messina e Stefano Madia (1954-2004), giornalista, attore e politico, nonché pronipote di Titta Madia (1894-1976), avvocato, anch’egli giornalista e politico per il partito fascista prima e del Movimento Sociale Italiano • «Il ceppo dei Madia è nella Calabria Ionica e il capostipite, bisnonno della nostra Marianna, è Titta, principe del Foro la cui fama attraversa il ’900 fino al 1976, anno della morte. Titta fu più volte deputato durante il Ventennio e deputato del Msi negli anni ’50. Ecco, dunque, individuato il seme della politica, poi germogliato anche in Stefano Madia, papà di Marianna, giornalista e attore. All’estremo della sua breve vita (è morto a 49 anni, nel 2004), Stefano, legato all’allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, fu consigliere comunale del Pds. (…) Siciliana è invece la stirpe materna dei Messina. Della mamma so solo che è graziosa ed ebbe un flirt con Vittorio Sgarbi, da lui divulgato. Ma il personaggio centrale, da cui Marianna ha molto assorbito, è il nonno, Normanno Messina, tra i decani del giornalismo parlamentare. Scomparso diversi anni fa, Normanno era stretto a doppio filo con la Dc per conto della quale fu consigliere di amministrazione dell’Efim, ambita posizione di sottogoverno. L’uomo era di forti convinzioni civili e religiose» [Giancarlo Perna, Giornale 03/03/14] • Ha frequentato il liceo Chateaubriand di Roma, ottenendo la maturità francese con mention bien, e, dopo il conseguimento della laurea con lode in Scienze politiche alla Sapienza, si è specializzata all’Istituto di Studi Avanzati di Lucca, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Economia del lavoro. Collabora con l’ufficio studi dell’Agenzia di ricerche e legislazione (Arel) di Enrico Letta, fondata da Nino Andreatta • Tra il 2006 e il 2008 ha fatto parte della segreteria di Letta quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante il secondo governo Prodi • Per Rai Educational di Giovanni Minoli crea e scrive la prima serie del programma E-cubo (Energia Ecologia Economia). Nel giugno 2008 la prima puntata della trasmissione ha vinto il premio speciale del festival europeo Ambiente Green Wave 21° Century • Alle elezioni politiche del 2008 viene candidata alla Camera dei deputati, come capolista del Partito Democratico su scelta del segretario Veltroni, e viene eletta, pur tra mille polemiche sulla sua frase sulla scarsa esperienza politica • Le critiche però non riguardano solo la sua giovane età: il quotidiano Il Foglio riporta che Madia avrebbe dichiarato di essere contraria all’aborto, all’eutanasia e al matrimonio tra persone dello stesso sesso, tutte posizioni eretiche agli occhi di molti esponenti del centrosinistra • Qualcuno la dà per spacciata col tramonto della segreteria Veltroni: «L’album del veltronismo aveva le sue figurine recenti e pregiate: così si ignorano i destini politici possibili di Marianna Madia, la precaria veltroniana (che però non era precaria, e oggi è deputata)» [Luca Telese, Giornale 19-02-2009] • Altri ne decantano non le doti politiche ma la bellezza: «Chi farebbe sfilare sulla passerella di Montecitorio e di Palazzo Madama? (…) Fra le donne? “Ci sono molte ragazze carine. La Prestigiacomo, la Carfagna, Gabriella Giammanco, Annagrazia Calabria, nell’opposizione Marianna Madia. (…)”». [Santo Versace a Stefano Zurlo, il Giornale 12-07-10] • Una volta in Parlamento, ha fatto parte della Commissione Lavoro pubblico e privato, oltre ad essere la prima firmataria di un disegno di legge per il salario minimo previsto solo per le categorie che non hanno un contratto di lavoro • Madia è stata una dei 22 parlamentari Pd risultati assenti alla votazione sul provvedimento noto come “scudo fiscale” il 2 ottobre 2009, votato dal suo partito e passato per il rotto della cuffia • Circa due anni dopo, nel 2011, entra nel comitato di redazione della rivista dalemiana Italianieuropei • Nel dicembre 2012 partecipa alle elezioni primarie Parlamentarie del Partito democratico per scegliere i candidati alle politiche del 2013, ottenendo 4.967 preferenze a Roma Città. Viene quindi ricandidata e rieletta a Montecitorio • Ma stavolta Madia non si mostra, come in passato: nel corso di un’iniziativa pubblica con Fabrizio Barca, lancia delle forti critiche al Pd nazionale e romano, affermando che: «A livello nazionale nel Pd ho visto piccole e mediocri filiere di potere. A livello locale, e parlo di Roma, facendo le primarie parlamentari ho visto – non ho paura a dirlo – delle vere e proprie associazioni a delinquere sul territorio» • L’uscita pubblica le giova: il 9 dicembre successivo viene nominata Responsabile con delega al lavoro nella segreteria nazionale Pd del rottamatore Matteo Renzi • Nell’ambito parlamentare, Madia torna a far parte della commissione Lavoro pubblico e privato fino al 2014 ed entra successivamente nella commissione Politiche dell’Unione europea, fino al 2018 • Con la caduta del governo Letta, voluta da Renzi, che lo sostituisce a Palazzo Chigi, a febbraio 2014 Madia diventa ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione • «La Forrest Gump italiana, Marianna Madia, sottratta alla visione di Peppa Pig, spiega che sarà l’anti-Brunetta: “Nella Pubblica amministrazione non ci sono fannulloni ma preziosi lavoratori!”» [Cazzullo, Cds 23-02-14] • Durante la cerimonia di giuramento davanti al presidente Napolitano era incinta di otto mesi del secondo figlio: la cosa provocherà una ridda di critiche maschili e femminili alle quali Madia preferirà non rispondere • Dopo la sconfitta al referendum e la caduta di Renzi, Marianna Madia viene confermata ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione nel successivo governo Gentiloni • Durante il suo mandato ha promosso una riforma complessiva della funzione pubblica attraverso un decreto legislativo, emanato dal governo nell’agosto del 2015. Tra i punti cardine della riforma figurano: la cittadinanza digitale con l’adozione del Pin unico del cittadini per accedere online a tutti i servizi della pubblica amministrazione, gli interventi in materia di trasparenza, con l’adozione del Freedom of Information Act, che riconosce a tutti i cittadini il diritto di conoscere dati e documenti della Pubblica amministrazione; la riforma delle società pubbliche partecipate e la loro drastica riduzione; le semplificazioni burocratiche; un nuovo procedimento disciplinare per sanzionare chi truffa sulla presenza in servizio • All’inizio del 2018 si completa il processo di attuazione della riforma Madia che vede l’approvazione di 26 decreti attuativi, tra i quali il nuovo testo unico sul pubblico impiego che permette la stabilizzazione di decine di migliaia di lavoratori precari • «Mira a trasformare un’amministrazione corporativa, poco efficace, troppo legata ai politici di passaggio, in una struttura sensibile agli impulsi della politica e alle esigenze della collettività, ma non dipendente dai politici. Lo stato degli edifici scolastici, il tempo di una licenza, le condizioni delle nostre città, il costo dei servizi, l’adempimento degli obblighi tributari, la bontà del servizio sanitario, dipenderanno, nei prossimi anni, dal successo di questa riforma» [Cassese, Cds 14-08-15] • Nel novembre 2016 la riforma Madia viene parzialmente dichiarata incostituzionale dalla Consulta. «In particolare la Corte ha bocciato la parte della legge che riguardava i dirigenti regionali e le aziende municipalizzate» [Il Post 30-11-16] • Tra i più importanti risultati della Madia appare, tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018, il rinnovo dei contratti di lavoro per i dipendenti pubblici, le cui retribuzioni erano ferme al 2009 • Sempre nel 2017, mentre è ministro in carica scoppia una feroce polemica col Fatto Quotidiano, che si concluderà a colpi di sentenze solo quattro anni dopo. In una serie di articoli del quotidiano, Madia viene accusata di aver compiuto una serie di plagi nella sua tesi di dottorato e nelle sue pubblicazioni. In merito alle accuse Madia risponde di aver «omesso di aprire le virgolette su qualche frase, dopo aver citato l’autore poche righe sopra o poche righe sotto» • A seguito di queste rivelazioni il Cambridge Journal of Economics, in cui appare una delle sue pubblicazioni, e la Scuola Imt Alti Studi Lucca, aprono due istruttorie • Successivamente la commissione interna della Scuola Imt conferma la piena regolarità del lavoro della Madia, escludendo qualsiasi forma di plagio. Anche il Cambridge Journal of Economics non rileva alcuna irregolarità nell’articolo pubblicato dalla Madia • A febbraio 2018 Madia annuncia un’azione legale per risarcimento danni nei confronti del Fatto Quotidiano. Successivamente il giornale replica che si opporrà e che presenterà, a sua volta, un’azione risarcitoria • Il 7 settembre 2021 Madia perde la causa contro il Fatto Quotidiano, con il Tribunale di Roma che riconosce le ragioni del giornale e condanna la Madia al risarcimento delle spese processuali • Quello col Fatto appare come un grosso incidente di percorso che però non intralcia la carriera della ministra. Alle elezioni politiche del 2018 viene candidata nel Lazio dal centrosinistra in quota Pd e viene eletta alla Camera per la terza volta con il 37,85 per cento dei voti e superando le candidate del centrodestra Maria Teresa Bellucci (33,18%) e del Movimento 5 Stelle Claudia Giacchetti (18,54%) • Nel corso della diciottesima legislatura ha fatto parte della commissione Bilancio, tesoro e programmazione fino al 2022 e brevemente della Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni • Alle elezioni primarie del Pd del 2019 sostiene la mozione di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, che risulterà vincente con il 66% dei voti • A marzo 2021, a seguito della richiesta del neo-segretario del Pd Letta di eleggere due donne alla guida dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, decide di candidarsi alla prima, aprendo un duro scontro interno, in cui denuncia pubblicamente i vertici del partito parlando di una «cooptazione mascherata» a favore di Debora Serracchiani che venne eletta con 66 voti mentre Madia si fermò a 24 • Alle ultime elezioni politiche, nel 2022 viene ricandidata alla Camera, tra le liste del Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista venendo confermata a Montecitorio • Diventa poi vicepresidente della commissione Politiche dell’Unione europea e membro della giunta per il Regolamento, della commissione parlamentare per l’infanzia, oltre ad essere la prima firmataria dell’emendamento alla legge di bilancio 2023 che ripristina il bonus per l’assistenza psicologica, che viene approvato a dicembre 2022, stanziando 13 milioni anche per il biennio 2023/24 • Alle primarie del Pd del 2023 sostiene la mozione di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, finanziandolo con 500 euro. Il suo candidato però viene sconfitto dalla deputata del Pd Elly Schlein • Nel primo anno della segreteria Schlein la Madia non manca di segnare il proprio dissenso su svariati argomenti, dai temi etici (la maternità surrogata) a quelli sociali, in particolare il referendum della Cgil contro il Jobs act sottoscritto dalla segretaria del Pd: «Marianna Madia, lei era responsabile Lavoro nella segreteria Renzi e ministra della Pubblica amministrazione nel suo governo. Si sente sconfessata nel merito o il problema è politico? “Direi che non condivido la mossa della mia segretaria da nessun punto di vista”. Non crede che quella riforma abbia favorito la precarizzazione del lavoro? “No. Il Jobs act aboliva i contratti a progetto, le false partite Iva, le dimissioni in bianco. Finanziava ammortizzatori sociali per lavoratori che non ne avevano. Arrivava in una fase di frammentazione del mondo del lavoro e ha avuto il merito di avviare l’unificazione dei diritti”» [a Logroscino Cds 09-05-24] • Al referendum abrogativo del 2025 sulla riforma della magistratura si schiera contro i primi tre quesiti e a favore degli ultimi due, in dissenso con la linea ufficiale del Pd, che è a favore di tutti e 5 i quesiti • Nel marzo scorso, per segnare una distanza con le posizioni di Conte, i 5 Stelle e Avs, firma le risoluzioni di Italia Viva, Azione e +Europa che impegnano il governo a confermare e rafforzare il sostegno all’Ucraina nel conflitto russo-ucraino e che non escludeva l’utilizzo delle basi Nato in Italia, mentre ad aprile partecipa ad un’iniziativa organizzata dal leader d’Italia Viva Matteo Renzi • Il 4 maggio successivo abbandona il Pd e aderisce da indipendente al gruppo parlamentare Italia Viva-Il Centro-Renew Europe.
Amori A giugno 2013 si sposa con Mario Gianani, produttore televisivo e cinematografico, con cui ha avuto due figli: Francesco e Margherita • «Oggi pomeriggio, come presidente della Camera Rosy Bindi si è data la parola: “Ho una buona notizia. Auguri a Marianna Madia: ha avuto un bambino di nome Stefano”. Applausi. S’alza dallo scranno la Mussolini: “Auguri anche al padre, no?”. La Bindi: “Non so chi è il padre...”. Fischi, lazzi, frizzi» [da Dagospia, 2609-11] • «Tra i tanti episodi letterari che costellano il suo straordinario volo ce n’è uno che riguarda proprio un incontro tra Letta e Minoli. A Cernobbio. Letta dice: “Marianna è straordinaria. Vuole fare la ricercatrice. La tv è un ripiego”. E Minoli. “Vero, favolosa. Ma la tv è una passione reale”. Sbagliavano entrambi. La passione era la politica. A Montecitorio andò a sedersi di fianco a D’Alema. E, ovviamente, lo conquistò. Poi si fidanzò con il figlio del presidente della Repubblica, Giulio Napolitano, facendo dire ai suoi detrattori: mai visto una tanto raccomandata. La sottovalutavano. Alle primarie del Pd prese 5.000 preferenze. Nei primi giorni del nuovo incarico confuse la sede del ministero delle Attività produttive con quella del Lavoro, scatenando molte ironie. Se ne preoccupò quanto delle accuse di voltagabbanismo. Zero. Perché forse non è stata lei ad essere stata lettiana, dalemiana, napolitaniana, veltroniana e renziana. Sono stati loro ad essere madianiani» [Malaguti, Sta 22-02-14] • «Ave Madia. Fu nel Duemila, come ha raccontato lei stessa, che Marianna Madia consumò la “vacanza della vita” nel remoto paesino di Medjugorje, Bosnia-Erzegovina, laddove la Madonna appare dal giugno del 1981. Cattolica devota e zelante, la giovane Marianna, anche di fronte ai fenomeni divini, non dimenticò la sua innata vocazione, una vera grazia, per le gaffe: “Lì la vita è scandita dalla presenza di Maria. Ti dicono: alle 17 c’è un’apparizione, alle 19 si cena”. Da dépliant turistico più che da ritiro spirituale. Povera Madonna» [D’Esposito, Fatto, 29-03-17] • È comparsa in un cameo nel film Pazze di me, prodotto dal marito.
Titoli di coda «Nessuno dubita che qualunque partito senza di lei sia più forte di uno con lei» [Travaglio, Fatto 07-05-26].