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 2026  settembre 03 Giovedì calendario

Le Pen: proibirò il velo islamico. La proposta divide la destra

A neanche otto mesi dal voto per l’Eliseo, la favorita Marine Le Pen conferma che se sarà presidente organizzerà un referendum per proibire il velo islamico, non solo nelle scuole (come è già dal 2004) ma più in generale negli spazi pubblici. Una donna che cammina per strada con il velo sui capelli verrà fermata e multata, «come succede quando non ci si mette la cintura di sicurezza in auto», ha spiegato l’astro nascente del partito Jean-Philippe Tanguy, che sembra avere preso il posto di Jordan Bardella nelle preferenze della leader di estrema destra.
È stato lui, il deputato Tanguy, a ritirare fuori il vecchio cavallo di battaglia lepenista qualche giorno fa, suscitando non poche perplessità anche all’interno del Rassemblement national. Bardella, per esempio, è notoriamente molto freddo sul tema. Ma il giorno dopo Marine Le Pen è andata oltre promettendo, appena conquistato il potere, «un referendum popolare contro le ideologie islamiste, con molte misure incisive, compresa la penalizzazione del velo islamista nello spazio pubblico». Un delitto penale, quindi, neanche un’infrazione amministrativa come sembrava suggerire Tanguy. Le altre «misure incisive» potrebbero essere lo scioglimento di associazioni, la chiusura di moschee estremiste e la privazione della nazionalità francese per chi finanzia o diffonde idee islamiste.
La lunga marcia di Marine Le Pen verso la moderazione o quasi, intrapresa nel lontano 2011 rompendo i legami con il padre Jean-Marie, sembra prevedere alcuni rallentamenti. Da qui all’elezione presidenziale del 18 aprile e 2 maggio 2027, la candidata largamente in testa nei sondaggi sembra chiamata a camminare sul filo: rassicurare i francesi che sono tentati dal votarla ma non vogliono salti nel buio, e allo stesso tempo non tradire i militanti. A questa seconda esigenza sembra rispondere l’uscita sul velo: abbandonata la pena di morte, l’uscita dall’Europa e dall’euro e anche la pensione a 60 anni, Le Pen vuole mostrarsi coerente con i fondamentali del partito e riaccendere l’entusiasmo dei fedelissimi.
Proibire il velo islamico non solo a scuola ma nello spazio pubblico farebbe della Francia un Paese all’avanguardia nel mondo (secondo solo al Tagikistan), ma non sarebbe certo questa eccezionalità a scoraggiare gli elettori francesi. Più che altro, una simile misura non supererebbe l’esame del Consiglio costituzionale, che quasi certamente boccerebbe una discriminazione evidente tra i cittadini.
E allora, si tratta davvero solo di dare soddisfazione all’ala dura? Forse c’è anche la voglia di marcare la differenza con il delfino/rivale interno Jordan Bardella; e anche il calcolo politico di rafforzare l’avversario all’altra estremità degli schieramenti, Jean-Luc Mélenchon, che si propone come il difensore dei musulmani e di tutte le minoranze e che infatti ha subito definito «ignobile» la proibizione del velo. È il sogno di Marine Le Pen: ridurre la campagna elettorale a un duello con Mélenchon, nuovo spauracchio dei moderati, per batterlo facilmente al ballottaggio e conquistare l’Eliseo.