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 2026  settembre 02 Mercoledì calendario

«Se muore un vecchio o un bambino, non voglio sentir parlare di funerali di Stato», disse lapidario il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, due anni fa, a proposito dei terremoti che colpiscono l’area dei Campi Flegrei

«Se muore un vecchio o un bambino, non voglio sentir parlare di funerali di Stato», disse lapidario il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, due anni fa, a proposito dei terremoti che colpiscono l’area dei Campi Flegrei. La comparsa di sismi di forte intensità nei Campi Flegrei, come quello dello scorso 31 luglio, ha portato il magistrato calabrese a inaugurare una lotta senza quartiere all’abusivismo edilizio. L’arrivo di Gratteri nel capoluogo campano ha coinciso fin da subito con l’inizio della linea dura contro gli abusi nella Regione-simbolo del cemento selvaggio. Due sono state le aree geografiche da cui si è partiti nel 2024 con abbattimenti a più non posso: i Campi Flegrei, appunto, dove il rischio sismico si somma a quello vulcanico, e la vicina Isola d’Ischia, che deve fare i conti con i terremoti, le frequenti frane e anche col Monte Epomeo, che è un vulcano ancora attivo, dove le abitazioni senza licenza sono 14mila e le pratiche di condono 27mila (su 63mila residenti, ma durante la stagione turistica il numero delle presenze raddoppia, e questo spiega anche il fenomeno).
Un vero e proprio caso nazionale, quello dell’isola del Golfo di Napoli, colpita nel 2017 e nel 2022 dall’ennesimo sisma e dall’ennesima catastrofe idrogeologica, che hanno fatto ancora una volta morti e feriti. A Casamicciola, che fu epicentro del terremoto e luogo della frana, una casa su due è abusiva e le domande di condono sono 3.710, nonostante il 59,4% del suo territorio sia classificato a rischio idrogeologico elevato o molto elevato. Perfino una stazione dei carabinieri e un’altra della guardia forestale di altri due Comuni dell’isola furono sottoposte ai sigilli per abusivismo. Il primo problema con cui bisogna fare i conti, quando si parla di demolizioni, sono i soldi. Un po’ perché effettivamente i sindaci non ne hanno abbastanza a disposizione e un po’ perché spesso tutto vogliono fuorché inimicarsi i propri cittadini, che magari dispongono solo di quell’abitazione.
Per superare questa difficoltà, Gratteri ha esportato in Campania un modello che aveva già sperimentato nella sua Calabria: la Regione mette i soldi, se il Comune non può farlo. Così è nato il protocollo sottoscritto due anni fa dalla Procura di Napoli, dalla Regione Campania e dai sindaci dei Campi Flegrei e dell’Isola d’Ischia, che ha dato il via alla guerra contro l’abuso. Il risultato è che gli abbattimenti annui sono passati da 71 a 181. Le prime case a finire nel mirino delle ruspe sono quelle appartenenti a criminali conclamati, oltre a palazzi di più piani, che nel caso di una scossa potrebbero dare vita a una tragedia. D’altronde, abuso edilizio è anche sinonimo di abitazione probabilmente non sicura per chi ci vive, per come viene costruita. E in territori come i Campi Flegrei, dove fino a poco tempo fa si poteva ancora edificare nonostante i continui sciami sismici e la presenza di un supervulcano tra i più pericolosi del mondo, e Ischia questo discorso vale doppio.
La linea dura del procuratore di Napoli prevede anche il dialogo con i proprietari delle case abusive. Il 30% delle demolizioni, infatti, è avvenuto volontariamente. Si parla con chi ha costruito in spregio alle leggi o ha ereditato un’abitazione non a norma, gli si spiega che stavolta non si sfugge alla demolizione – come magari è avvenuto in passato – e che lo si può fare autonomamente, e con costi contenuti. Legambiente, che da anni denuncia questo stato di cose, plaude alla linea dura contro gli abusi inaugurata due anni fa. «Siamo assolutamente accanto al procuratore Gratteri e alla sua squadra in questa azione puntuale e determinata contro l’abusivismo, a partire dal lavoro che si sta facendo su Ischia», dice la presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato. «Allo stesso tempo è necessario che dal governo arrivino fondi opportuni per sostenere gli abbattimenti. Anche perché in Campania – spiega Imparato − le betoniere illegali continuano a lavorare. La Regione detiene, inoltre, il primato nazionale per numero di pratiche di abusivismo in rapporto alla popolazione, con un’ordinanza ogni 236,6 abitanti. Secondo le stime del rapporto Bes dell’Istat, in Campania vengono realizzate 50,4 abitazioni abusive ogni 100 costruite regolarmente, mentre nelle isole minori (leggi anche “Ischia”, ndr) il fenomeno raggiunge livelli particolarmente allarmanti, con un’ordinanza di demolizione ogni 13 abitanti».
A questa situazione si è arrivati perché i sindaci, che ora dovrebbero procedere agli abbattimenti, avevano lasciato il territorio senza piani urbanistici e perché chi doveva far rispettare le leggi si è voltato dall’altra parte. La crociata contro l’abuso ha già significato e significherà inevitabilmente la perdita della casa per non poche persone. Nei giorni scorsi, un 77enne di Casamicciola è salito sul tetto della sua abitazione colpita da un ordine di demolizione. A questo hanno portato decenni di violazione sistematica delle più elementari norme.