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 2026  settembre 02 Mercoledì calendario

Tajani: “Possibili tentativi d’influenze russe sul voto in Italia”. Salvini si smarca

Warning di Tajani sulle prossime elezioni. Il ministro degli Esteri teme possibili ingerenze di Mosca sulle urne.
“È una questione generale, è una questione che riguarda tutta l’Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo”. Così Antonio Tajani all’incontro di Gymnich, in Irlanda, rispondendo ad una domanda sul fatto che la Russia possa tentare di influenzare il voto in Italia.
“Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei paesi dell’Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi, cercando di condizionare con questa attività deprecabile la volontà popolare”, ha precisato il titolare della Farnesina.
"Quindi – ha sottolineato – noi continueremo a vigilare, non è un caso che ci sia stata una riforma del ministero degli Esteri. Dal primo di gennaio c’è una direzione generale che si occupa della sicurezza, sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista operativo, e non è un caso che ci sia una sala operativa che opera 24 ore su 24, proprio per respingere gli attacchi cibernetici, molti dei quali arrivano da hacker russi, contro le nostre sedi diplomatiche, contro il ministero”.
A proposito dell’articolo del quotidiano del Financial Times che bolla Vannacci come “un cavallo di Troia della Russia”: “Mi auguro che questo sia assolutamente falso”, la risposta di Tajani.
Secondo il quotidiano britannico, il leader di Futuro nazionale sta cercando di capitalizzare in consenso politico la simpatia verso Mosca ancora diffusa in una parte dell’opinione pubblica italiana, soprattutto facendo leva sulle ricadute economiche della guerra e delle sanzioni.
L’articolo del Ft riporta il parere di alcuni analisti che sospettano che dietro l’ascesa del generale “vi sia un’influenza russa, soprattutto dopo che Meloni ha costretto Salvini – un tempo fervente ammiratore di Vladimir Putin – ad allinearsi al suo sostegno a Kiev”.
"Le sue posizioni allineate al Cremlino – continua il Financial Times – rischiano di complicare la campagna per la rielezione di Meloni, facendo leva sulle profonde correnti di pacifismo, malcontento economico e simpatia per Mosca presenti in Italia”.
Le reazioni
"Non so se Tajani ha degli elementi in più rispetto a quelli che ho io ma non voglio mancare d’intelligenza rispetto alla libertà di scelta degli italiani che non hanno mai votato né penso voteranno per influenze russe, cinesi, americane, israeliane o palestinesi. Non parlo di Tajani ma mi sembra che ci sia un’ansia anti russa che mi preoccupa”. Lo dice Matteo Salvini a margine di un’iniziativa a Roma. “La Russia ha invaso e ha scatenato una guerra e non c’era necessità ma ho come l’idea che qualche cancelleria europea non voglia metter fine a questa guerra e cerchi qualche pretesto magari per vendere altre armi. Non ho l’ansia che i russi invadano Torre Maura o Tor Bella Monaca”, precisa.
"Siamo estremamente preoccupati dall’escalation tra Europa e Russia provocata dalla pericolosa spirale di provocazioni e accuse alimentata dagli irresponsabili guerrafondai di entrambe le parti”. Lo dichiarano i capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle Commissioni Esteri e Difesa e Politiche europee di Palazzo Madama, Bruno Marton e Pietro Lorefice. “Invece di soffiare sul fuoco alimentando un clima di crescente paranoia e isteria, decretando la fine di ogni possibilità di dialogo con il Cremlino e prefigurando scenari di guerra generale come ormai inevitabili, una politica europea responsabile dovrebbe mantenere lucidità e freddezza e lavorare non per alzare la tensione ma per ricostruire dialogo e fiducia tra le parti – si legge nella nota -. Si prenda esempio dalla diplomazia vaticana, che continua a tenere aperti canali di dialogo con Mosca nella consapevolezza che il suo isolamento non aiuta e che la strategia di contrapposizione fin qui seguita dall’Europa non ha portato risultati”.
I precedenti
Nell’agosto del 2022, a poche settimane delle scorse elezioni politiche nel nostro Paese, un allarme sulle ingerenze di Mosca nelle urne fu lanciato dalla confederazione svizzera ritenuta una piattaforma privilegiata dai russi per lanciare cyberattacchi nei paesi occidentali, Italia compresa, soprattutto nell’imminenza di appuntamenti elettorali.
L’obiettivo di Mosca, secondo un rapporto dei servizi elevetici rilanciato ai media locali, era quello di dividere l’Occidente, influenzandone le elezioni. “Siamo convinti – rilevano gli 007 elvetici – che Mosca utilizzi dei server svizzeri per questo scopo, ciò che mette a repentaglio la sovranità del nostro Paese”.
Mentre invece a giugno 2024, in occasione delle consultazioni europee, fu il Parlamento di Strasburgo a richiamare l’attenzione sulla guerra ibrida fatta da Mosca a colpi di fake news e spinta ai partiti “antisistema”. Per delegittimare l’Unione, colpendo soprattutto le piattaforme social dei Paesi più popolosi come Italia, Germania e Francia, e spingere l’elettorato all’astensione.